7 gennaio 2014 redazione@sora24.it
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Il Sindaco Tersigni in merito alla querela contro la Prof.ssa Evangelista: “Non posso non sottolineare la malafede di chi riferisce episodi inesistenti solo per cercare la solidarietà di persone…”

Questa la nota inviata dal Sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, al quotidiano La Provincia e pubblicata oggi.

La mia libertà finisce quando inizia quella altrui (Immanuel Kant). Basterebbe questo pensiero per fugare ogni minimo dubbio, ma ho deciso, in segno del profondo rispetto per l’alto ruolo che rivesto, di spendere qualche parola in più per meglio spiegare, per meglio far capire, non me ne vogliano gli pseudo intellettuali di sinistra estrazione, mentori di pseudo movimenti politici nati a difesa del popolo sovrano. Rivestire un ruolo pubblico espone certamente e giustamente all’analisi e alla ragion critica del proprio operato da parte di chi, liberi cittadini, movimenti politici, minoranze consiliari sono chiamati, a qualsiasi titolo, a vigilare.

Durante il difficile ed irto cammino dello svolgimento di un mandato elettorale si incontrano, specialmente in questo periodo, innumerevoli difficoltà dovute a molteplici elementi: organizzativi, economici, strutturali… ma ogni giorno non deve essere perso di vista l’obiettivo principale: la città di Sora, che mi onoro di rappresentare e che quotidianamente servo con umiltà, semplicità, impegno ed abnegazione.

Agire con onestà intellettuale e morale è un credo che mi appartiene dalle origini, mi è stato insegnato, non saprei fare diversamente, e se non lo facessi tradirei me stesso, la mia famiglia ed in primis la mia Città, i Sorani tutti, nessuno escluso. Ed ecco allora che attacchi quotidiani beceri, trasversali e demagogici, che nulla hanno a che fare con una sana, costruttiva e indispensabile critica politica, offendono la mia persona, la mia famiglia, il mio operato quotidiano, il ruolo che migliaia di cittadini hanno liberamente deciso di affidarmi nel giugno 2011 e conseguentemente offendono il popolo sorano.

Di fronte a ciò non si può, non si deve rimanere inermi, perché il silenzio vorrebbe dire complicità ed incontrovertibile ammissione di responsabilità. Non ho mai espresso apprezzamenti negativi su chi quotidianamente si affanna a criticare l’operato della mia Amministrazione, preferisco osservare un rigoroso silenzio in segno di rispetto per le altrui opinioni, preferisco impegnarmi ancora di più per la mia città soprattutto in un periodo di grave crisi che sta interessando in modo particolare tutti i comuni d’Italia. Sicuramente però non posso sorvolare su frasi e giudizi che, travalicando ogni doverosa forma di rispetto, offendono la mia persona, la mia dignità e quella dei miei collaboratori, la mia professione, la mia famiglia e soprattutto la mia onestà.

Sono ormai due anni e mezzo che assisto a questi episodi, ho querelato altre persone, ma ho sempre ritirato le querele su richiesta degli interessati che mi hanno formulato le loro scuse riconoscendo di aver esagerato. Non posso non sottolineare la malafede di chi riferisce episodi inesistenti solo per cercare la solidarietà di persone che, all’oscuro della verità, si lasciano andare a giudizi formulati su assunti errati, con il solo scopo di apparire vittima e non carnefice. Il pluri offeso sono io, ma questo lo stabilirà un giudice e non certamente chi si affanna a creare intorno a questa vicenda un clamoroso tentativo da parte del Sindaco di intimorire gli avversari politici.

L’augurio è che nell’anno 2014 appena iniziato, tutti possiamo lavorare con dignità, serenità, onestà e reciproco rispetto, perché solo impegnandoci tutti insieme, si può realmente costruire un futuro migliore per la Città di Sora e per i propri cittadini. Nessuno escluso”.

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