16 maggio 2015 redazione@sora24.it
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Illeciti alla Cartiera Burgo: verso il rinvio a giudizio per sei indagati

Questo quanto pubblicato oggi dal quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, in un articolo a firma di Francesca Di Nora.

«È stato notificato l’avviso di conclusioni indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Chiara D’Orefice, nei confronti di sei indagati a vario titolo in capi di imputazione che si sarebbero concretizzati nell’attività svolta della Burgo Group SpA di Sora, difesi dagli avvocati Sandro Salera, Federica Nardoni, Daniele Sperduti, Paolo Marandola e Luigi Giuliano.

Tra i reati contestati e accertati tra il 2010 e il 2012 nella cosiddetta “cartiera”, l’attivazione di un punto di emissione in atmosfera senza le prescritte autorizzazioni, il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone nelle ore notturne. Ma anche illeciti sulla mancanza di controlli necessari perché l’attività dell’impianto non superasse i limiti imposti in relazione allo scarico dei reflui industriali, in quanto non veniva rispettata la disciplina regionale per le acque meteoriche. E la sussistenza del deposito incontrollato di rifiuti provenienti dall’attività di impresa, in particolare la presenza di un cumulo di rifiuti al di fuori dall’area di stoccaggio denominata “area archeologica”. Quest’ultima risultata priva di sistemi di protezione delle acque meteoriche e dell’azione del vento, di cartellonistica indicante il rifiuto.

Il sostituto procuratore ha ritenuto, anche, che venivano trasmessi alla Provincia di Frosinone tra il 2011 e il 2012 falsi rapporti di prova sulle emissioni nell’atmosfera e che per diversi camini le emissioni di polveri erano superiori alle limitazioni imposte, ravvisando, inoltre, la sussistenza di una gestione illecita dei rifiuti, reato in concorso tra diversi indagati. Tra questi ci sarebbero anche alcuni tecnici regionali preposti al controllo ambientale i quali, dopo i controlli, hanno evidenziato la non conformità di due camini, dimenticandone ulteriori 13. Sono anche altre le ipotesi di reato che la D’Orefice contesta ai 6 indagati per i quali chiederà il rinvio a giudizio».

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