28 maggio 2017 redazione@sora24.it
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In arrivo un forno crematorio a San Donato Val di Comino?

“Esiste una vera e propria contraddizione in termini nell’ordine del giorno che il Consiglio comunale di San Donato Val di Comino sarà chiamato a discutere e approvare lunedì prossimo.

Se da una parte infatti c’è il punto che riguarda l’adesione al comitato per il Bio-distretto della Valle di Comino, dunque un’iniziativa meritoria per la difesa e la valorizzazione di quello che rappresenta il vero e proprio tesoro del territorio, ossia l’ambiente, al punto successivo c’è l’approvazione del progetto sulla realizzazione di un tempio crematorio, che sull’ambiente ha un effetto fortemente impattante e compromettente.

Due punti che non possono di certo coincidere, si elidono a vicenda e soprattutto hanno riflessi su un territorio molto ampio. Il tipo di progetto che esaminerà il Consiglio comunale di San Donato Val di Comino infatti, secondo autorevoli studi sulla materia, produce elevate emissioni di sostanze inquinanti.”

Come ho già sottolineato precedentemente, agganciandomi all’intervento dell’onorevole Alfredo Pallone, la nostra provincia non può essere trasformata nel distretto dei rifiuti e dell’inquinamento e la politica ha il dovere di promuovere scelte di indirizzo e rendere attrattivo il territorio rispetto ad investimenti capaci di avere un effetto moltiplicatore sullo sviluppo locale puntando sulle reali competitività locali, che nel caso della Valle di Comino non possono che essere legate all’ambiente che pertanto deve essere tutelato e salvaguardato”.

Nelle settimane scorse abbiamo manifestato l’opposizione alle centrali a biomasse, catalizzando l’attenzione dei cittadini su tematiche che hanno un impatto negativo sulla vocazione territoriale. Chi ieri si è arruolato nella schiera anticentrali a biomasse non può oggi disertarne il fronte, reclutandosi nelle retrovie di azioni penalizzanti per la tutela del nostro incontaminato ambiente. È una questione di coerenza che non possiamo tradire rischiando di frastornare i cittadini. Se si è contrari alle centrali a biomasse non si può essere, contestualmente, favorevoli al tempio crematorio, palesando una incompatibilità di volontà difficile da decifrare.

“Mi auguro, e se lo augurano tutti i cittadini della Valle, che lunedì prossimo prevalga la responsabilità e questo progetto venga respinto: sarebbe la dimostrazione più evidente di amore e di attaccamento alla nostra terra, presupposto imprescindibile per rilanciarla e valorizzarne le sue tipicità. Se passasse invece sarebbe un segnale pericoloso: oltre a bruciare cadaveri infatti, si brucerebbero anche le possibilità di sviluppo e di crescita”. E’ quanto afferma il vicepresidente della Provincia di Frosinone Andrea Amata.

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