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La ferita di Sabrina e di tutti noi, in un paese (Sora) dove si respira aria putrescente

Pubblicato ilvenerdì 24 luglio 2015   
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C’è una ferita all’interno di quel parco, una ferita inferta non solo a voi che avete sacrificato tempo ed energie nella realizzazione di un’impresa il cui valore propulsivo delle coscienze è incomparabile – a testimonianza di un risorto ottimismo, entusiasmo e voglia di cambiamento in un paese in cui si respira solamente aria stagnante e putrescente, ma alla dignità di tutti noi, al nostro amor proprio, alla nostra fierezza di essere cittadini di un paese che non vogliamo lasciar morire.

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Sì, perché anche noi, come voi, ci crediamo e siamo maledettamente testardi: osserviamo con dolore i marciapiedi e le strade lorde di rifiuti, ma confidiamo nel fatto che se raccogliamo e gettiamo una cartaccia nella pattumiera magari il ragazzino dietro di noi farà lo stesso; guardiamo i dipendenti del Comune annaffiare le piantine e gli alberi lungo le strade e vogliamo disperatamente credere che all’indomani quelle piantine ci saranno ancora e contro quell’albero non ci si sarà schiantato l’ennesimo guidatore ubriaco; esortiamo continuamente i vigili urbani a fare, magari, meno multe per divieto di sosta e a vigilare, invece, in quegli antri nascosti in cui molti ragazzi si appartano per bere e per fumare. Ah, perché su spippate e svinazzate potremmo anche soprassedere, mica sono figli nostri, che ci pensino i genitori a dir loro che il fumo distrugge i polmoni e l’alcol spacca fegato e reni, ma quelle scale, quelle piazze, quei vicoli, sì che sono nostri e allora il sacrosanto diritto di incazzarsi per le cicche di sigaretta, le bottiglie vuote e spesso rotte, i bicchieri di plastica, le scatole vuote di pizza, e mi limito al non censurabile, ci sta tutto.

Non so voi, cari miei concittadini, ma io sono stanca di giustificare, di perdonare, di cercare di comprendere…anche noi, da ragazzi, ci annoiavamo, anche ai miei tempi non è che ci fossero tutte queste attività coinvolgenti che andassero al di là della festa del paese, eppure non ce ne andavamo in giro come vandali a distruggere tutto quello che potesse essere umanamente, anzi, bestialmente distruttibile. Anche noi, spesso, provenivamo da contesti disagiati ma lo spray per lordare i muri delle case altrui, costate sudore a sangue non nostri, manco sapevamo che esistesse e la carta della pizza e la lattina di Coca ce la riportavamo spesso a casa o, comunque, non l’abbandonavamo sulla panchina o disposte in bella fila dinanzi le vetrine dei quei negozi che hanno un titolare e commesse che si smazzano per tenerle pulite. Anche noi non eravamo spesso dei geni a scuola, ma non la imbrattavamo per vendetta, come non ne distruggevamo arredi e suppellettili, per noi sacri e inviolabili tanto quanto i professori che vi insegnavano.

Mi dispiace, ma di rompere un’altalena o di spaccare uno scivolo proprio non se ne parlava, eppure ci annoiavamo, ce ne andavamo gironzolando con gli amici, non avevamo discoteche né altri intrattenimenti culturali o pseudo tali, la mancanza dei quali, oggi, spesso viene usata come alibi a cotanta bestialità. Ci annoiavamo, sì, avevamo famiglie con una marea di problemi, prendevano due e tre a scuola, ma non ci trasformavamo in orde di vandali, privi di rispetto per tutto e tutti.

D’altro canto mi sento anche di rivendicare questo: ho visto giovani , sono certa coetanea di quelle bestie, distinguersi nelle più svariate discipline sportive, perfino a livello europeo, altri ritrovarsi perfino a mezzanotte nelle palestre delle scuole per un torneo di pallavolo, band musicali e meravigliosi gruppi amanti di quei balli che noi di una certa generazione stentiamo a comprendere, ma nei quali batte il loro cuore e il loro desiderio fremente di esserci in un paesaccio che non mostra loro che indifferenza e noncuranza… e sono quei giovani che ogni giorno mi danno la forza di combattere affinché qualcosa cambi, giovani ai quali appartengono tutti coloro che hanno creduto doveroso fare qualcosa per i nostri bambini e hanno faticato per realizzarlo…

Capisco che il calcio sia importantissimo per il suo indotto, ma tra ieri e oggi ci sono stati articoli solo su questo, mentre di quella ferita pare ce ne siamo già dimenticati. Non farò l’indignata senza presentare proposte, perché non amo predicare senza proporre. Cosa propongo, dunque, anzi pretendo alla fine di questa filippica? Pretendo coraggio da parte di coloro che devono prendere i dovuti provvedimenti ma soprattutto lo pretendo da coloro che si accingono a presentarsi alle future amministrative per “rianimare” il paziente morente. Io non mi limito a sbraitare e a fare l’indignata – non ho neppure manie di protagonismo attivista – queste mie parole le ho fatte pervenire a chi penso possa fare la differenza, ma che ha bisogno di essere incoraggiato a liberarsi del passato. Sora è stata distrutta, massacrata, martoriata da un’amministrazione analfabeta, non solo cieca e sorda ad un’economia morente, ma insensibile all’arte, alla cultura, alle esigenze di giovani e anziani, il che la rende ancora di più disprezzabile e indegna del ruolo che ha avuto la presunzione di voler ricoprire.

Sora, ora, va rianimata, curata, educata a volersi di nuovo bene. Noi sorani dobbiamo essere aiutati a credere di nuovo in noi e nella nostra soranità, dobbiamo essere guidati ad amare nuovamente il nostro paese, a voler bene a noi stessi, ai nostri concittadini, a curare i nostri spazi e gli spazi di tutti. Come al malato per prima cosa si dà l’ossigeno, così a noi occorre respirare di nuovo una boccata di “soranità”. Bisogna riaccendere la “soranità” che c’è in ognuno di noi e per far questo c’è bisogno di anime nobili, pure, elevate, di intelletti che usino le armi della cultura e della civiltà, oltre che, ovviamente, da professionisti del bilancio e delle finanze. Sora ha grandi potenzialità, merita di essere proiettata nel futuro alla velocità che ora i tempi richiedono, anzi impongono!

Basta con la solita solfa! Basta con le solite facce! Il passato va ricordato ed onorato ma non può costituire una zavorra, o peggio, un alibi all’assoluto desertico vuoto di idee. Volti nuovi, idee nuove, coraggio, entusiasmo, ecco cosa serve ora, perché adesso, proprio adesso che la gente è esausta, esasperata, disincantata, demotivata, è il momento in cui si può attuare la prima vera svolta storica.

Ma dicevamo…i teppisti del Parco? Beh quelli vanno ASSOLUTAMENTE rintracciati e puniti, come la legge prevede. Scusate, ma non mi sembra così difficile. Abbiamo un Commissariato della Pubblica Sicurezza, una Caserma dei Carabinieri, un Distretto militare in cui lavorano dei seri professionisti. Che si chieda loro di aiutare il paese a ritornare nella legalità, o meglio, nella civiltà. Per quanto riguarda i nostri politici, la responsabilità del degrado devono prendersela tutta. Per anni si è giocato al ribasso, offrendo ai Sorani sempre meno, in un progressivo imbarbarimento e impoverimento sociale e culturale, prima ancora che economico.

Beh voglio urlarlo: qui, quando un amministratore apre la bocca c’è da tremare….noi Sorani meritiamo di più!!! Io credo nei miei concittadini di adozione – non sono nata qui ma ci ho vissuto tutta la mia vita, e sono certissima che siano in grado di apprezzare ed amare ben altro ma hanno bisogno di un leader, di uno che sappia riaccendere in loro la passione (e smorzare le paure, ovviamente, di un immobilismo dovuto ad una mancanza assoluta di risorse), la voglia di fare, di esserci, di partecipare alla rinascita di questo paese..

Ecco, la campagna elettorale è appena iniziata e già hanno ricominciato di nuovo alla vecchia maniera, con il solito rimpallo di recriminazioni ed insulti. Non so voi, ma io ESIGO idee chiare, nette, precise e soprattutto esigo LEGALITA’, CONTROLLI E PROVVEDIMENTI SEVERI IN OGNI SETTORE! Poche chiacchiere pochi fatti, ma “fattibili” e poi “fatti” veramente. Aria nuova, gente nuova, gente incazzata, gente che non abbia paura di rimboccarsi le mani per migliorare questo paese, nel quale non passeggio più, tanto male mi fa vederlo morire… Lo so, sono un’ingenua, una sciocca idealista…non conosco le regole del gioco …non è così che funziona…..non è così che si vince….non si possono battere certi volponi con gli ideali…sì, so benissimo cosa starete pensando, ma è più forte di me….io non conosco compromessi, a patti non so scendere nemmeno con la mia coscienza….

Lista politica..lista civica….io vorrei una lista che fosse composta di persone nuove, pure, combattenti fino al midollo, costituzionalmente incapaci di scendere a compromessi con l’inciviltà, la maleducazione, il menefreghismo e il disinteresse per il prossimo e questi ragazzi ve lo stanno chiedendo con il loro sudore!!!! Vogliono una lista che faccia del ripristino della civiltà la sua lotta!

Mi scuso per la veemenza di queste mie parole che mi sono sgorgate dall’anima e, come un fiume in piena sono tracimate e hanno travolto gli argini delle pacatezza e della diplomazia, ma credo che sia giunto il momento di urlare ciò che non vogliamo più vedere e ciò che pretendiamo venga fatto da chi sta pensando a come procurarsi il nostro voto e sopratutto di gridare: FORZA COSI, RAGAZZI!

Sabrina Bianchi

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