9 aprile 2013 redazione@sora24.it
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“La nostra odissea per arrivare a scuola” (di Italo Vittorio Pisani)

Tranne per quei pochi che abitavano a Sora, per tutti noi altri che venivamo dai paesi vicini, arrivare in tempo a scuola non era facile. Racconta Mariano Fazio, che veniva da Alvito (siamo agli anni ’30):

“C’era una corriera scassata che da Alvito, dopo lungi e tortuosi giri, portava a Sora. Ma partiva alle cinque del mattino e non si sapeva quando rientrava per cui raramente noi studenti ce ne servivamo. Più usato era lo ‘sciarrabà’ (dal napoletano ‘sciaraballo’, e, ancora, dal francese ‘char a bancs’, ovvero carro a panche) che però prevedeva per i più giovani di scendere alla salita della ‘Castellana’, nonché di spingere se il cavallo non ce la faceva. Non era raro, pertanto che mi rivolgessi a mio padre per farmi accompagnare con la sua ‘bighetta’. Finché ci arrendemmo e riuscii a farmi alloggiare nell’allora ‘Albergo Roma’ di Sora con buona pace di tutti e del buon esito degli studi”.

Da Isola del Liri, invece, venivamo per lo più in bicicletta ed a piccoli gruppi. Il drappello cui io facevo parte era costituito da Pierluigi Urbini, Giampiero Mancini, Adalberto Ferrari e Luigi Trombetta. L’appuntamento era alle 7,30 al “Capocroce”, da dove inizia una irta salita che porta a “Borgonuovo”. Con la bici pesante, borsa e cappotto, non era quindi agevole nemmeno per Bartali fare la scalata, per cui inventammo di utilizzare la “coincidenza”: aspettavamo cioè i camions che da Napoli andavano alle Cartiere Meridionali, situate giusto a Borgonuovo, ci attaccavamo ai ganci posteriori del rimorchio ed incoscientemente ci facevamo trascinare lungo la salita.

A volte viaggiavamo con la corriera che proveniva da Roma, ma al ritorno dovevamo utilizzare un altro tipo di coincidenza: cioè a piedi, dietro al “brec” con le borse e i cappotti poggiati sulle tavole posteriori sporgenti del mezzo. Finalmente arrivò la circolare e fummo salvi, tranne che per i piccoli imbrogli che tentavamo giornalmente per utilizzare l’abbonamento oltre il consentito…..”

Italo Vittorio Pisani

Questo bellissimo testo è tratto dal volume “ITCG Cesare Baronio, 80 anni di scuola al servizio dei giovani, del territorio, delle imprese” (a cura di Oreste Marchionni, Anno 2002). Lo abbiamo proposto per ricordare che un passaggio in automobile piuttosto che una corsa in bus fino a scuola, non sono poi comodità così scontate. :-)

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