25 settembre 2014 redazione@sora24.it
LETTO 3.858 VOLTE

La protesta di un lettore nei confronti di ACEA: voi non leggete il contatore ed io non vi pago

Tra le diverse segnalazioni e lamentele nei confronti del gestore idrico del nostro comprensorio, vi proponiamo uno stralcio della lettera inviata da Otello Martini ad Acea (e per conoscenza agli organi d’informazione), con cui ribadisce una singolare forma di protesta che porta avanti dal 2008: non vi pago.

Nella missiva, il nostro lettore ne chiarisce i motivi: «Il sottoscritto non ha firmato alcun contratto di utenza con voi e con la vostra società di lucro, e non ha nessunissima intenzione di firmarlo in avvenire! Bisogna poi dire che per la legge italiana è giuridicamente evidente che, non esistendo alcun contratto stipulato, scritto ed accettato da entrambe le parti, il contratto stesso è privo di qualsiasi fondamento e valore e quindi è totalmente inesistente. Ma voi insistete nel dire che siete subentrati, di fatto e di diritto, nel vecchio contratto gestito dagli uffici comunali. Bene! Ma se fosse veramente così, mi dovete spiegare il perché avete totalmente disatteso tutte le buone e più che elementari regole che noi utenti avevamo tacitamente accettato da diversi decenni con il vecchio gestore comunale. Il gestore comunale veniva immancabilmente ogni sei mesi a leggere il contatore ed a controllare il consumo effettivo e ci rilasciava una regolare ricevuta, come controprova della lettura effettuata, in modo che noi potevamo verificare in tutta correttezza e fin da subito se non vi era qualche errore nella lettura. Mentre voi, al contrario, non siete mai venuti a verificare i consumi del sottoscritto e dal 2004 mi addebitate immancabilmente 300 litri di acqua al giorno (non si sa per quali motivi) anche se il mio appartamento sta chiuso per settimane!

Perché, secondo voi, la Guardia di Finanza di Frosinone, nel 2008 – 2009, a seguito di indagini promosse da diversi cittadini, ha dichiarato che le vostre fatturazioni sono “gonfiate”? Ma c’è di più e di inconcepibile da comprendere, in questo nostro maltrattato e defraudato Paese, sarebbe infatti da chiarire come mai, a seguito dei due referendum realizzati nel giugno 2011, con i quali il Popolo Italiano ha stabilito che l’acqua è un bene pubblico e che le Società di lucro devono togliersi di torno, oppure eliminare totalmente – in giusta percentuale – i profitti della remunerazione, perché non avete ancora deciso di fare le valige?»

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