6 dicembre 2016 redazione@sora24.it
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La Provincia di Frosinone compie 90 anni: ecco il significato dello stemma, la metà del quale è… “sorana”

Il 6 Dicembre 1926 il Regime Fascista istituì la Provincia di Frosinone, una sorta di fusione tra parte dell’ex Delegazione Apostolica di Frosinone, l’intero Distretto di Sora in Provincia di Terra di Lavoro e parte del Distretto di Gaeta sempre in Provincia di Terra di Lavoro, territorio che faceva parte della Campania. Nel contempo, i fascisti soppressero la stessa Provincia di Terra di Lavoro, alias Caserta, una provincia molto estesa e per questo suddivisa in ben cinque distretti: Sora, Gaeta, Caserta, Nola e Piedimonte d’Alife. L’operazione fu portata a termine per dare (questa la giustificazione dell’epoca) “più respiro e prestigio a Napoli”.

Altre campane dell’epoca, tuttavia, riferiscono di fischi ricevuti proprio a Caserta dal Duce e di una certa avversità dei casertani al Regime: da qui sarebbe stata sancita la punizione con conseguente declassamento della città della Reggia, che solo nel dopoguerra tornò capoluogo di Provincia, perdendo però i Distretti di Sora e di Gaeta, quest’ultimo inglobato nel 1932 in provincia di Littoria, l’odierna Latina.

Individuare il confine tra parte dell’ex Delegazione Apostolica di Frosinone e il Distretto di Sora in Provincia di Terra di Lavoro, due territori fusi nel 1926 seduta stante e senza consultare il popolo è facilissimo: basta controllare i Comuni con prefisso 0775 e quelli con 0776. Cassino, ad esempio, con 0776, era nel Distretto di Sora, così come Roccasecca, Arce, San Giovanni Incarico, San Giorgio a Liri, tutti i comuni del cassinate, della Valle di Comino e della Media Valle del Liri. Il Distretto di Sora, tra l’altro, aveva più o meno gli stessi confini del Ducato di Sora, stato preunitario dal 1443 al 1796.

Un altro fattore che permette di riconoscere chiaramente la fusione di due territori per dar vita alla Provincia di Frosinone, è rappresentato dallo stemma: come si può osservare nella foto di copertina, abbiamo un Leone rampante che rappresenta della Città di Frosinone e due cornucopie che vengono giustamente definite simbolo di abbondanza, ma che sono anche e soprattutto il simbolo storico della Campania Felix, della Liburia, insomma della Provincia di Terra di Lavoro, chiaramente riconoscibili nello stemma dell’attuale Provincia di Caserta.

L’istituzione della Provincia di Frosinone, tra l’altro, fu uno dei tanti provvedimenti decisi seduta stante dal Regime per la “riorganizzazione” amministrativa dell’Italia, basti pensare alla città di Verbania, nata dall’unione di Intra e di Pallanza, o a quella di Imperia, nata dalla fusione di Oneglia e Porto Maurizio.

Anche qui da noi si provò a unificare, ma la procedura si svolse al contrario: negli anni immediatamente successivi all’istituzione della Provincia di Frosinone, difatti, i podestà di Sora e Isola del Liri avrebbero richiesto all’allora Prefetto la fusione dei due rispettivi Comuni di appartenza, in quanto con la nuova provincia di Frosinone si prospettava più di qualche problema politico per l’ex distretto di Terra di Lavoro.

Sembrerebbe, però, che il Prefetto dell’epoca avrebbe gentilmente declinato l’invito, giustificando il proprio rifiuto con l’accesa rivalità popolare tra Sora e Isola del Liri, che era peraltro la stessa in auge tra i cittadini di Oneglia e di Porto Maurizio, tanto per fare un esempio, ovvero appartenente più che altro alla sfera goliardica. Insomma, nulla di serio e grave per intenderci!

Anche in questo caso, altre campane dell’epoca riferiscono di alcuni dati numerici importanti, rivelatisi decisivi per la bocciatura del matrimonio istituzionale tra Sora e Isola del Liri: nel 1926, difatti, Sora era il Comune più popoloso dell’attuale Provincia di Frosinone e contava circa 19 mila abitanti, mentre Frosinone non superava le 13/14 mila unità. Ci vollero ben 35 anni per il ribaltamento: solo nel censimento del 1961, difatti, Frosinone superò i 24mila abitanti lasciando Sora a 23 mila.

In definitiva, sembrerebbe che l’unione dei Comuni di Sora e Isola del Liri avrebbe sancito l’istituzione di un Comune a soli 30 km dal capoluogo con il doppio degli abitanti del capoluogo stesso, poiché le 9 mila persone residenti a Isola del Liri sommate alle 19 mila di Sora avrebbero dato vita a un municipio popolato da 28 mila abitanti, cifra decisamente considerevole per l’epoca, basti pensare che a metà anni ‘20 Roma non superava le 700 mila unità.

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