26 febbraio 2012 redazione@sora24.it
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La suocera di Bersani (di Lorenzo Mascolo)

Il rapporto tra Partito Democratico e Sindacati, in particolare la Cgil, appare sempre più simile a quello tra genero e suocera nel quale la seconda prevale spesso sul primo. Il recente caso dell’articolo 18 è la riprova dell’asserto, in quanto l’ala più europea dei Democratici non ha problemi a schierarsi con Supermario Monti, secondo il quale è sbagliato considerarlo un tabù. D’altro canto, i dirigenti che non hanno ancora metabolizzato la migrazione del partito verso posizioni più moderate, hanno già innalzato (assieme ai sindacati) – le barricate per contrastare l’eventuale riforma dell’articolo.

In tutto ciò Bersani (la cui posizione non è invidiabile) suda sette camicie per mediare tra le parti. In questo modo si perde tantissimo tempo, perché non bisogna sottovalutare che l’Italia, oramai completamente (per fortuna) “assoggettata” al contesto europeo, deve ragionare tenendo conto della situazione economica globale. In buona sostanza la Grecia, fino a ieri vicinissima, oggi non è lontana anni luce. E le agenzie di rating sono sempre attentissime all’evoluzione della situazione politica del nostro paese, pronte ad schiaffeggiarci con valanghe di “B”.

Questo lo sanno bene sia i vertici del Pd che i Sindacati, solo che entrambi non riescono ancora a voltar pagina e disfarsi del proprio obsoleto ruolo sul palcoscenico politico, ovvero quello di un genero ed una suocera perennemente ai ferri corti.

Francamente non riesco a credere che il Pd non sia in grado di difendere da solo le classi sociali più deboli nelle prossime decisive trattative con il ministro Fornero, perché se così fosse non avrebbe alcun motivo di esistere. Al tempo stesso, non vedo il motivo per cui i sindacati debbano continuare a mantenere posizioni troppo antagoniste che ostacolano le gambe dell’Italia ed indeboliscono proprio il Partito Democratico. Sarebbe pertanto opportuno che entrambi scegliessero una via più propositiva come consigliano Veltroni e Franceschini, gli unici che hanno capito in largo anticipo (insieme a Berlusconi) che il bipolarismo è morto e che nel 2013 si ritornerà ad un arco costituzionale che controllerà la Penisola almeno fino a quando il nostro Pil non tornerà a crescere.

L’urgenza di presentare all’Europa, entro i prossimi dodici mesi, un’Italia convinta di raggiungere il pareggio di bilancio è più importante di tante lotte filosofiche. Oggi siamo uno stato degli “USE”, non bisogna dimenticarlo. E proprio l’Europa chiede a gran voce all’Italia una Sinistra compatta, affidabile, concreta, pratica ma soprattutto decisa a camminare nella direzione della crescita economica. Se Pd e Sindacati iniziassero a ragionare in quest’ottica percorrendo la stessa strada, il sogno di Monti (portare lo Spread a zero), che è anche il nostro, non sarebbe più un’utopia.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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