sabato 13 aprile 2013 redazione@sora24.it

La Tragedia di Isola e la crisi. Nessun dorma

Mentre i big della politica nazionale bisticciano su Presidente della Repubblica, governo e nuove elezioni, nel paese reale, nel Lazio, a Isola del Liri (FR) un operaio specializzato di 39 anni, padre di famiglia, si è tolto la vita, a quanto pare per la disperazione di aver perso il lavoro lo scorso giugno.

Perciò, nel giorno del mio compleanno, che ho festeggiato in famiglia scosso stasera dalla suddetta notizia di cronaca, vi invito a riflettere su questa poesia di Brecht. Con una variante: dovrete sostituire alle parole zingari, ebrei, antipatici, omosessuali e comunisti termini attuali come pensionati, esodati, operai, insegnanti, impiegati, imprenditori. In questa maniera, forse, potreste farvi un’idea della crisi, non solo economica, che l’Italia sta vivendo oggi e di chi sta pagando il conto.

[blockquote style=”style-1″ icon=”none”]Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare. All’Italia serviva una riforma del lavoro non della disoccupazione.[/blockquote]

Sin qui Brecht. Tornando all’attualità nessun dorma ulteriormente: l’operaio isolano scomparso oggi aveva la mia stessa età, 39 anni. Mi auguro che ora le istituzioni si diano da fare e si (pre)occupino della sua famiglia, a cui va il mio personale cordoglio.

Sacha Sirolli

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