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sabato 6 maggio 2017 redazione@ciociaria24.net

L’Associazione Ciociara Malati di Parkinson “trova casa” a Sora

In questa Italia in cui chi può arraffa, chi ha il potere massimalizza il suo tornaconto a danno dei diritti degli altri, ci sono anche gruppi che vivono con dignità situazioni di salute e reddituali, sconosciuti ai più, e per questo sono ingiustamente ignorati e penalizzati.

Ci sono categorie di malati, soprattutto coloro i quali sono affetti da patologie invalidanti evolutive che necessitano di interventi particolari di rieducazione motoria, fonica, posturale e psicologica, a cui purtroppo tali cure sono nella realtà negate o inaccessibili.

Riteniamo di annoverare tra costoro i portatori degli esiti del Morbo di Parkinson.

Il Parkinson, definito la paralisi tremolante per le conseguenze più visibili, infatti, mentre il malato ha movimenti parossistici incontrollati visibili per il tremolio irrefrenabile, a livello sistemico progressivamente i movimenti vengono rallentati fino ad impedire di compiere le più semplici operazioni, come bere, tenere in mano un libro, mangiare o lavarsi i denti.

La medicina moderna riesce in qualche modo a contenere gli esiti più visibili, ma altri necessitano di interventi che richiedono personale specializzato e spazio fisico dove incontrarsi e praticare la rieducazione.

Anche a Sora ci sono cittadini che soffrono di Parkinson e con la malattia hanno conosciuto per lungo tempo la scarsa sensibilità delle istituzioni preposte.

I Parkinsoniani di Sora hanno formato un gruppo di solidarietà, che si riconosce nella Associazione Ciociara Malati di Parkinson e che porta avanti una serie di progetti rieducativi e solidali, grazie alla disponibilità di alcuni terapeuti che praticano il volontariato vero, come Fabrizio Cristini e gli altri dell’Ass. Sentieri di Luce.

Precisiamo che il gruppo è stato sempre escluso da elargizioni e da progetti posti in essere per altri, ma sappiamo bene come è mal gestita la sanità e come è gestita in forma discriminatoria la socialità solidale.

Il problema più pesante che angustiava il gruppo sorano è sempre stato la mancanza di uno spazio adeguato ove poter fruire delle prestazioni necessarie alla riabilitazione.

La FNP-CISL ha sperimentato con i Parkinsoniani l’assoluto disinteresse della ASL, che pur avendo presso l’Ospedale di Sora spazi inutilizzati, non ha fatto altro che dare risposte evasive, il cui esito era postergare qualsiasi decisione evidentemente per non dare senza negare.

Altri Enti e Istituzioni, pur riconoscendo l’interesse sociale della richiesta, non avevano disponibilità di spazi anche in condominio.

Con l’avvento della Amministrazione De Donatis, come è noto, è stata insediata come Assessore alle Politiche Sociali la Dott.ssa Veronica Di Ruscio, che investita del problema dalla FNP-CISL e dai responsabili del gruppo sorano dei Parkinsoniani, espletava una indagine obiettiva e, individuate le soluzioni praticabili, ne formulava alcune che potevano permettere il reperimento di uno spazio idoneo.

L’Assessore coinvolgeva nella ricerca della soluzione lo stesso Sindaco De Donatis, che interveniva in prima persona a sostegno della legittima richiesta dei cittadini in difficoltà.

Sull’argomento intercorrevano da subito fattivi contatti con la solare Dott.ssa Ramona Biordi e gli altri referenti dei malati (Tommaso, Francesco, Franco, Lino, ecc.) fino a portare finalmente a soluzione il problema.

L’Ass. Di Ruscio coscientizzava del problema il Presidente del Centro Anziani, Gen. G. Olivieri e proponeva l’inserimento dei malati di Parkinson nella platea degli iscritti al Centro.

La soluzione è apparsa immediatamente soddisfacente per tutti gli attori della vicenda e finalmente il problema era risolto.

La disponibilità del Centro Anziani, la lungimiranza della soluzione dell’Assessore, l’interesse fattivo del Sindaco, la costanza della Dott.ssa Ramona Biordi e degli altri responsabili del gruppo (Tommaso, Francesco, Franco, Lino, ecc.), lo stimolo nel porre il problema da parte della FNP, hanno costruito una soluzione intelligente, che permette di studiare, se necessario, ed individuare una soluzione in ambiente socio-sanitario come sarebbe di diritto.

Anche a Sora quando si lavora fuori dagli schemi di rigide impostazioni massimaliste è possibile trovare soluzioni e risolvere problemi… e BUON LAVORO.

Rodolfo Damiani

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