23 gennaio 2015 redazione@sora24.it
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L’Avv. Rosalia Bono scrive alla Città sullo “stato dell’arte” della diga sul Liri

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta alla Città e per conoscenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, all’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo ed al Genio Civile di Frosinone, a firma dell’Avv. Rosalia Bono del gruppo politico “Insieme per Sora”.

«Potrebbe essere stato l’intervento della Magistratura a far sospendere i lavori dello sbarramento del fiume Liri nel centro della città di Sora. La Procura di Cassino, investita dall’ARDIS, sembra ora chiamata a verificare e contestare l’esistenza di difformità realizzate sull’opera pubblica, difformità che da mesi vengono denunciate dai vari gruppi politici, associazioni e Movimenti contrari alla realizzazione della diga. Intanto il termine di fine lavori fissato per il 15 gennaio non sembra essere stato né prorogato né sospeso dal Comune; ciò comporterebbe un ulteriore danno per la città la quale potrebbe correre il rischio di dover pagare alla ditta esecutrice dei lavori la penale derivante dal blocco delle opere, non potendo incassare il saldo dei lavori effettuati o da terminare.

Non avendo noi conoscenza diretta dei contenuti dell’esposto formulato dall’ARDIS e depositato agli atti della Procura, al fine di assicurarci che la verifica delle irregolarità non si limiti semplicemente alle autorizzazioni idrauliche dell’opera pubblica ma si estenda anche al suo accertamento sotto il profilo delle irregolarità strutturali ed esecutive che paiono esistere e che possono incidere sulla stabilità dell’opera, con grave pregiudizio per l’incolumità della città, facciamo appello agli Organi cui la Presente è destinata, affinchè la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino proceda all’acquisizione totale della posizione inerente il Progetto denominato <<POR FESR LAZIO- Fiume Liris Marco Tullio Cicerone- Liri Navigabile>>, contenuta presso il Genio Civile di Frosinone, onde valutare le eventuali incongruenze tra i progetti esecutivi e ciò che è stato posto in opera in relazione alle autorizzazioni presenti e quelle eventualmente non ottenute oltre che in considerazione della sussistenza o meno di varianti al progetto per i lavori modificati in corso d’opera.

Pertanto, alla luce di più attente analisi formulate da tecnici esperti che, in questi mesi, seguendo la costruzione dell’opera, volontariamente ci hanno offerto le loro osservazioni, chiediamo di accertare se in capo all’opera sussistono le Violazioni di cui agli artt. 93 e 94 DPR n. 380/2001, co.1; le Violazioni di cui al DM. 24 marzo 1982 e successive m.i. ; le Violazioni di cui all’art. 3 lett. B) e art. 12 co.8 L.R. n. 53 dell’11 dicembre 1998; Violazione del R.D. n. 523 del 25 luglio 1904, art. 91 co. 2-bis Decreto Legislativo n. 81/2008; nonché ogni altro reato che la Procura ritenga di ravvisare e contestare a carico di quanti abbiano responsabilità circa le commesse paventate violazioni. Senza considerare che, se si accerterà anche la diversa altezza di quota dell’opera, come rilevata, rispetto a quella inizialmente progettata, avremo un invaso di acqua di capacità superiore a 100.000 mc, quale volume dell’invaso stesso creato dagli effetti dello sbarramento; superamento che andrebbe a classificare l’opera come una vera e propria DIGA, con tutto ciò che ne consegue anche a livello autorizzativo, necessitando, questo diverso status, di procedure di V.I.A. (valutazione impatto ambientale), V.A.S. (valutazione ambientale strategica) e altre norme inderogabili di valenza Statale e Regionale. Procedure, allo stato, non messe in atto.

Si confida nella solerte acquisizione di tutti gli atti al fine di conoscere le sorti dell’opera pubblica che potrebbe aggravare il già noto “rischio idraulico” cui è naturalmente sottoposta la città di Sora».

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