9 maggio 2014 redazione@sora24.it
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L’Azione Cattolica di Sora Aquino Pontecorvo incontra Papa Francesco

Il 3 maggio, un gruppo di trenta persone si è recato a Roma per partecipare all’incontro di Papa Francesco presso l’Aula Paolo VI. Nel gruppo c’erano rappresentanti del Consiglio Diocesano e membri di alcuni Consigli Parrocchiali di Azione Cattolica provenienti da tutta la diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. Nel corso della mattinata, si è svolto un momento di preghiera guidato dal nuovo Assistente Ecclesiastico Generale Monsignore Mansueto Bianchi. Durante la sua riflessione sul brano delle Beatitudini,” porta di accesso al volto di Dio”, Monsignor Bianchi ha detto che, uniformandoci ad esse “dobbiamo diventare popolo beatitudinario, persone che vivono Cristo ed il Vangelo come un tesoro”. In attesa del Papa, Rosario Carello, giornalista e presentatore televisivo della Rai, ha invitato a prendere la parola il Presidente Nazionale uscente Franco Miano, il Presidente Nazionale Ac Argentina e Coordinatore del Forum Internazionale di AC Emilio Inzaurraga i quali hanno rivolto un caloroso saluto a tutti i presenti ed in particolare agli esponenti dell’Azione Cattolica provenienti dai diversi continenti.

Al suo ingresso Papa Francesco, è stato accolto da grida festose ed innumerevoli manifestazioni di affetto e simpatia. I saluti ufficiali sono stati rivolti dal Presidente Nazionale Miano e da Monsignor Bianchi, i quali hanno auspicato il realizzarsi di un’Azione Cattolica sempre più aperta al dialogo e hanno invitato il pontefice a contare sull’associazione per realizzare il progetto di Chiesa esposto nella sua enciclica Evangelii Gaudium. Momento culminante del discorso di Papa Francesco è stata la “consegna”, ai membri dell’Azione Cattolica, di tre verbi “che possano costituire una traccia di cammino: RIMANERE in Gesù e con Gesù, a godere della sua compagnia per essere annunciatori e testimoni di Cristo; ANDARE per le strade e far correre la Parola di Dio fino ai confini rinnovando l’impegno ad incontrare l’uomo dovunque si trovi, lì dove soffre, spera, ama e crede, lì dove sono i suoi sogni più profondi, le domande più vere, i desideri del suo cuore, lì aspetta Gesù; GIOIRE ed esultare sempre nel Signore, cantare la Fede, gioire perché il Signore vi ha chiamato ad essere corresponsabili della missione della sua Chiesa”. A chiusura del suo discorso, il papa, ha invitato tutta l’Azione cattolica ad “evitare la tentazione della quiete, della chiusura e dell’intimismo e della serietà formale,; a non vivere una vita più simile a statue da museo che a persone chiamate da Gesù a vivere e diffondere la gioia del Vangelo”. Particolarmente bella e significativa è stata la preghiera finale: “Chiediamo al Signore, per ognuno di noi, occhi che sanno vedere oltre l’apparenza, orecchie che sanno ascoltare grida, sussurri e anche silenzi; mani che sanno sostenere, abbracciare, curare. Chiediamo un cuore grande e misericordioso, che desideri il bene e la salvezza di tutti”.

Chiara Incani

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