21 giugno 2014 redazione@sora24.it
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Le fiaccole per la speranza

L’avevamo chiamata l’ora della verità e così è stato. Venerdì 20 giugno dopo una giornata di notizie contraddittorie e di lavoro di preparazione febbrile, inizia la mezz’ora più lunga in P.zza Santa Restituta

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L’avevamo chiamata l’ora della verità e così è stato. Venerdì 20 giugno dopo una giornata di notizie contraddittorie e di lavoro di preparazione febbrile, inizia la mezz’ora più lunga in P.zza Santa Restituta. Tra poco avremmo concretizzato se le comunicazioni diffuse con tempismo e intelligenza tra i cittadini hanno ben informato sull’importanza della iniziativa e, in sinergia con i mass media, se gli appelli ripetuti a superare le divisioni e a dare l’immagine di una volontà collettiva convergente hanno sortito l’effetto sperato.

E’ stato esaltante constatare la volontà di lotta, l’affetto e l’apprezzamento nei confronti di chi portava la testimonianza del proprio dissenso con azione diretta, il Sindaco Ernesto Tersigni e il Dott. Augusto Vinciguerra, nei confronti dei sindaci del territorio e di quanti in questi giorni si erano prodigati con un lavoro oscuro di confronto fra la gente.

Partiti da P.zza Santa Restituta stracolma di gente, il corteo, che nel percorso si ingrossava fino ad una valutazione di oltre 5.000 partecipanti, riempiva gli spazi antistanti il porticato dell’Ospedale, per testimoniare pacificamente il loro dissenso sui provvedimenti minacciati e la volontà di andare avanti fino ad avere giustizia.

Veramente il corteo è stato la testimonianza del tessuto civile della popolazione, abbiamo visto tantissimi giovani, numerosissimi anziani che ricordano gli sforzi per avere un ospedale, intere famiglie con bambini e donne in attesa e in ansia per sapere dove nascerà la creatura che portano in seno, le associazioni sociali, le protezioni civili, le misericordie, i centri anziani confluiti a Sora da tutto il territorio.

Applausi da stadio agli interventi di Ernesto Tersigni e Augusto Vinciguerra, già fatti segno insieme ai sindaci a ripetute ovazioni al momento dell’arrivo in Ospedale. La folla in delirio al momento in cui lo Speaker chiedeva a Ernesto e ad Augusto di aderire alla richiesta della folla e sospendere lo sciopero della fame e questi aderivano alla richiesta a condizione che il presidio rimanesse attivo, un ulteriore applauso con l’esortazione “A Roma, a Roma” chiudeva questa bella pagina di civile testimonianza di dissenso democratico nei confronti di burocrati senza anima e senza sensibilità.

Rilevante l’apporto dell’ADO alla organizzazione e alla realizzazione della serata, la cui azione veniva sintetizzata in un ordine del giorno , i cui punti salienti sono: “L’ADO, Associazione Dipendenti Ospedalieri, presieduta da Augusto Vinciguerra, da oltre 20 anni si batte per i diritti dei dipendenti e per lo sviluppo del SS.Trinità. In questa ottica, in questi giorni di crisi, il Presidente ha aderito allo sciopero della fame e l’associazione ha organizzato la fiaccolata, per “far luce sul SS. Trinità”. Le fiaccole – continua il documento – significano la fiamma della speranza, piccole luci, ma tutte insieme emanano una grande forza, segno di portare alla luce quanto è nascosto e simboleggiare la Vita e le sue speranze. La fiaccolata – termina il documento – di valore messianico, vuole essere il gesto che fa riscoprire i significati e i legami di un territorio e un atto che scuota le coscienze e ammonisca il potere che l’Ospedale di Sora non si tocca”. Credo che il documento interpreti i sentimenti e le speranze di tutti, idealmente completato dalla parola d’ordine del Comitato Art. 32: “A Roma non per farci imporre le scelte di altri, ma per avanzare con forza il nostro piano”. Come si diceva una volta “zaino a terra e pied ‘arm”: cioè pronti ad ogni allarme.

Rodolfo Damiani

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