27 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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Lettera a tutti i giovani calciatori

Rose che dall’inizio alla fine del campionato cambiano quasi tutti gli effettivi. Calciatori che disputano una stagione con tre-quattro maglie diverse. Numeri dei tornei completamente falsati, con alcune squadre che smobilitano al giro di boa ed altre che invece si rinnovano provocando il rovesciamento dei valori espressi dalla classifica. Nuove società senza tifosi né storia che praticano disgustosi “incesti” pur di disputare una categoria di spessore. Partite a rischio tarocco anche nei campionati rionali, cultura della sconfitta inesistente, stadi sempre più vuoti, occhi del popolo tutti sulla schedina e non più rivolti al campo.In due parole: sentimento zero.

QUESTO NON E’ CALCIO.

Per capire cosa sia davvero il Calcio, bisogna prendere… il traghetto. La storia racconta di un giovane calciatore che “fu notato dagli osservatori del Cagliari, allora militante in serie B, che lo acquistò diciottenne per il campionato 1963-1964. Da allora indossò la maglia rossoblu del Cagliari fino al termine della carriera”. Con i suoi goal, quel giocatore regalò uno scudetto ai sardi, l’unico della loro storia, nella stagione 1969/70. Un titolo che ancora oggi vale INFINITAMENTE più delle stellette degli squadroni, delle bacheche piene di coppe, delle società che fanno parte della cosiddetta elìte.

QUESTO E’ CALCIO!

Leggendo la storia di Gigi Riva, cari ragazzi, troverete la chiave di tutto. Il calcio è uno sport che diventa magico SOLO quando tra un giocatore e la sua tifoseria si crea un legame che va oltre lo sport. Tutto il resto è carta moneta, buona per comprare belle macchine e bei corpi, magari anche le vittorie, ma non i sentimenti della gente. Il calciatore che non è una bandiera si dissolve come nebbia un minuto dopo aver appeso le scarpe al chiodo.

Lorenzo Mascolo – 24Network

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