Lettera aperta di un cittadino di San Vincenzo Ferreri

Ormai in questi giorni non si parla d’altro che delle neve a Sora, dei disagi e dell’impossibilità della gente di uscire. Forse però, non ci si è resi conto, che Sora non inizia a Santa Lucia per finire a via Napoli, ma Sora inizia dalla Valle Roveto, dal confine con Balsorano, su entrambe le sponde del fiume, per finire al confine con Isola del Liri e Carnello. Probabilmente si è trattato di un errore, i carabinieri, i vigili, i pompieri e la protezione civile, non erano informati che esistesse qualcosa al di fuori delle sponde del lungoliri.
Le povere persone infatti di Sora Nord, non solo sono 4 giorni che vivono nelle proprie case martoriate dai comunli di neve e dal gelo, senza elettricità, acqua, telefono e rifornimenti. Per tutta risposta si sono sentiti dire per telefono (utilizzando la batteria del telefonino parsimoniosamente risparmiare per l’emergenza) che a Sora ormai si passava, bastava mettere le catene e muoversi. Inutile poi menzionare il riscaldamento e i servizi igienici (nel 2012 Sora nord non dispone di rete fognaria e metano).
A quattro giorni dall’inizio della perturbazione, infatti, sono centinaia le famiglie ancora in queste condizioni, la strada viene pulita a rilento da mezzi di fortuna, e viene pulita una sola corsia (invasa da curiosi in fuoristrada che portano i bimbi a vedere l’eccezionale nevicata), ammucchiando metri di neve sulle sponde della strada, bloccando di fatto l’accesso alla stessa (in campagna molti vivono lontano dalla strada principale, magari con strade in discesa o salita).
La zona di San Vincenzo Ferreri e delle Compere, hanno fatto da barriera alla perturbazione proveniente da nord, e la neve accumulata ha causato danni incredibili, distruggendo alberi, cavi elettrici, verande, garage, macchine, tetti e addirittura un intero capannone industriale, unica fonte di sostentamento per 4 famiglie della zona.
I cittadini della zona, invece di lamentarsi, si sono rimboccate le maniche e hanno cercato di fare il possibile per fronteggiare l’emergenza, spalando neve, liberando strade, scaricando i tetti danneggiati dalle neve, sostenendosi l’un l’altro e aspettando scoraggiati un segnale dalle amministrazioni e dai soccorsi.
L’attesa è rimasta vana, e tutte quanto fatto per migliorare la situazione è stato fatto dai cittadine della zona, che, collaborando tra loro, si sono organizzati con mezzi di fortuna per raggiungere il centro di Sora per comprare l’indispensabile: acqua, farina e candele.
La situazione che hanno trovato gli “avventurosi” che a piedi hanno percorso quasi 10 km per trovare un supermercato aperto, hanno poi rivelato di una situazione notevolmente diversa al centro, dove le strade erano sgombre, i negozi aperti e si circolavano senza catene.
Lo stupore poi si trasforma in rabbia, quando si sentono i commenti degli abitanti del centro di Sora che si lamentano su internet e in TV, lamentandosi dei “disagi” di non poter tirar fuori la macchina perchè ci sarebbe da spalare. La rabbia poi monta in collera quando si viene a sapere che le autorità cittadine fanno le vittime davanti ai media nazionali, chiedendo aiuto per la città.
La città però come detto non finisce a Pontrinio, come sembrerebbe dai soccorsi e dalle parole degli amministratori, Sora continua, e i suoi cittadini, forse non considerati paritari degli altri sono stati abbandonanti, senza nemmeno una camionetta dei pompieri o della protezione civile che portasse loro almeno un sorso d’acqua.
Ma i cittadini sono uguali solo quando pagano le tasse e quando ci sono le elezioni? Probabilmente si, i cittadini di Sora Nord non meritano aiuto, o forse, veramente i soccorsi non sapevano che esistevamo, visto che se per caso si entra all’ufficio anagrafe di Sora a pagare il bollo per rinnovare la carta di identità, ti trovi davanti una cartina di Sora che non include San Vincenzo Ferreri. Forse i soccorsi non sono arrivati perchè hanno consultato quella cartina….
Un cittadino non più tanto “orgoglioso” si essere Sorano
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