6 ottobre 2014 redazione@sora24.it
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Lettera aperta di una madre lavoratrice al sindaco di Sora

La signora scrive in rappresentanza di tanti "genitori preoccupati"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente Lettera aperta di una madre lavoratrice al sindaco Ernesto Tersigni.

«Egregio Sig. Sindaco, sono una madre lavoratrice e Le scrivo in rappresentanza di tanti altri genitori che, come me, stanno vivendo un grande disagio. La soppressione della Sezione Primavera della Scuola dell’Infanzia in zona Selva – Istituto Comprensivo Sora II – infatti, sta creando numerose difficoltà a tante famiglie che, sulla sua riattivazione, avevano fortemente sperato.

Stiamo parlando di un’istituzione che in tanti anni ha aiutato tante famiglie con bimbi piccoli, permettendo ai genitori di riprendere quanto prima l’attività lavorativa e ai figli di iniziare a stringere le prime fondamentali relazioni con l’esterno. La Sezione Primavera della Selva, poi, è sempre stata una tra le più grandi e rinomate, unica per la sua posizione, per le sue potenzialità e per i suoi spazi. Abbiamo saputo che la dirigente di istituto ha autonomamente deciso di non riattivare il servizio (i cui costi sono per grandissima parte sostenuti dalla Regione Lazio) a causa di una non meglio precisata inutilizzabilità dei locali, che sarebbero stati esaminati dall’Asl di Frosinone.

Ad oggi, di questa ispezione non c’è alcuna traccia, e non è tutto: in quegli stessi locali, per giunta, ci sono i bimbi della materna. Le chiediamo: perchè se alcuni locali vengono definiti non a norma per la Sezione Primavera, diventano a norma per la Scuola Materna? Le iscrizioni alla Primavera, che attendono novità, sono 25: forse non sarà possibile poterle soddisfare tutte, ma siamo certi che per una buona parte si potrebbe di sicuro trovare una soluzione.

Inoltre, abbiamo saputo che questa decisione, che noi tutti riteniamo incomprensibile, sarebbe stata presa senza metterne al corrente il Consiglio di Circolo. È possibile tutto ciò? Senza pensare, poi, alle 4 giovani ragazze laureate che prestavano la loro opera presso la Sezione che, per quanto non guadagnassero molto, oggi si ritrovano sena certezze per il futuro.
Le chiediamo, Signor Sindaco, di voler fare Sue queste nostre legittime rimostranze. La preghiamo di farsi interprete dei nostri bisogni, che esponiamo da liberi cittadini e contribuenti, e di chiedere alla dirigente scolastica le dovute spiegazioni su quello che crediamo sia un provvedimento assolutamente dannoso per tutti noi. Nella certezza di un Suo cortese e sollecito riscontro, Le giungano i migliori saluti».

Una madre, in rappresentanza di tanti genitori preoccupati.

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