mercoledì 29 gennaio 2014 redazione@sora24.it

L’inchiesta del Movimento CI SIAMO sull’uso dei Palazzetti Sportivi Comunali

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del Movimento CI SIAMO a firma del portavoce Roberto Iacovissi.

«”I nodi al pettine” non è solo un libro del Prof. Marco Onado, è anche ciò che ci troviamo oggi con tre anni di amministrazione Tersigni. E se il Re Mida ogni cosa che toccava generava oro, i governanti sorani ogni cosa che toccano generano confusione e palese inadeguatezza nell’affrontare e districare la matassa di turno. Persino nella semplicità di assegnare così tante strutture sportive esistenti oggi, che fanno impallidire l’unica presente nel passato, capace per tanti anni di far convivere i maggiori sport sorani.

Allo stato attuale tutto è avvolto in una bolla di sapone e come si sa basta poco per scoppiare, perché tutti pretendono e tutti partono da concezioni sbagliate eludendo la sola ed unica verità: NON ESISTONO REGOLE!

Tralasciando il calcio a 11, un grande buco nero dove sono finiti ingenti quantità di denaro, sia pubblico che privato, per ritrovarsi con poco, senza obiettivi e con futuro incerto; sorvolando sulle palestre scolastiche, sempre gestite dalle grandi società sportive, ciò che ci preme sono le 3 grandi strutture dello “Sferracavallo”, del “Polsinelli” e del “Panico”.

Partiamo da dati di fatto: sono tutti comunali e quindi dei cittadini e il Comune di Sora – Settore 5 Lavori Pubblici e Ambiente con il prot. 1929 informa l’avv. Massimiliano Contucci che per questi palazzetti vi sono due sole Convenzioni: COMUNE-SSD ARGOS VOLLEY (Polsinelli) e COMUNE-PALL. ROSCILLI ASD (Sferracavallo). Per il Panico il Comune di Sora ci porta a conoscenza di un semplice protocollo ma, senza la valenza della convenzione, siamo costretti a pensare più ad una situazione precaria che ad una intesa consolidata.

Ma perché siamo arrivati a mettere tutto in mano ad un avvocato, che aveva precedentemente fatto un ricorso al Tar? Perché ci sono altre società sportive sorane che da anni non godono degli stessi benefici, ma anzi sono costrette ad emigrare su altri campi della provincia, con disagi non solo economici, ma anche per la  propria tifoseria.

Salta subito agli occhi che la mancanza di regole precise genera ogni sorta di caos, perché tutti i cittadini sorani, attraverso associazioni sportive, hanno il diritto di accedere in strutture pubbliche e se oggi i “Città di Sora Calcio a 5 Maschile e Femminile” si sentono privati di ogni diritto e fanno valere giustamente le loro ragioni, domani ne verranno altre per avere spazi e a dimenarsi su questa che oggi è solo terra di ventura, gestita con approssimazione e superficialità.

Tutto dovrebbe essere riportato secondo canoni di legge: il settore dello Sport del Comune dovrebbe emanare una serie di regole valide oggi, ma che in modo elastico siano valide anche per il domani. Per esempio, secondo noi, dovrebbe censire TUTTE le società sportive di Sora ed ordinarle secondo punteggi basati su tempi storici, bilanci, numero di associati e praticanti, livelli e quantità di campionati, etc. etc. monitorandoli di anno in anno, così da permettere a tutti di guadagnare posizioni in graduatoria se ce ne fossero volumi e capacità. Tutto questo anche in funzione del giusto riconoscimento, non solo della struttura richiesta, ma anche nel quantificare il tempo che ogni associazione ha a disposizione per quel campo. Questo avrebbe semplificato molte cose e oggi sapremmo chi ha più diritto e chi meno, fermo restando che tutti, ma proprio tutti, devono avere comunque spazio.

Risulta scontato l’ennesimo modo di fare le cose con superficialità, secondo il criterio delle amicizie, quando invece si dovrebbe avere il massimo distacco per non favorire l’uno a discapito dell’altro, e solo con le regole puoi ottenere il consenso e la collaborazione di tutti.

Si potrebbe pensare ad una migliore ripartizione degli impianti sportivi sorani concedendo allo Sferracavallo TUTTO il Basket, al PalaPolsinelli TUTTO il Volley, e al Panico gli altri sport compreso il calcetto a 5 maschile e femminile, ma rendendolo di fatto polivalente.

Quello che non capiamo, però, leggendo le Convenzioni, è perché il Comune, sebbene si accolli luce e acqua e riscaldamento, non prenda in considerazione la possibilità di ricevere un affitto per queste strutture, malgrado le stesse società sportive, sostenute da sponsor e pubblicità, smuovano forti somme per retribuire atleti e allenatori; addirittura è incredibile che il Comune di Sora sovvenzioni a botte di 10.000 euro ogni circa 6 mesi l’Argos Volley e dia, secondo Convenzione, gratuitamente in uso alla Pall. Sora l’uso della “Gil”, mentre quest’ultima lo offre a terzi incassando soldi.

Ma non è un opera misericordiosa neanche l’associazione Giovanni Paolo II, che si è insediata in modo precario nel Panico (mentre altre società sportive ci rimettono soldi per recarsi altrove) dove, sebbene proclami finalità encomiabili senza lucro, è a tutti noto il business che ne viene fatto, persino al di fuori del basket con anche attività motorie serali e fisioterapia.

In tempi di vacche magre varrebbe la pena di fare un po’ di cassa e, a parte ridurre un po’ le tasse, ci sono stipendi in bilico (vedi gli operai comunali). Il momento è di quelli che non ammettono amicizie e tornaconti elettorali. Se poi si usasse qualche regola in più, ci si potrebbe ritrovare qualche tegola rotta in meno sulla testa…visto che piove!»

Commenti

wpDiscuz