8 luglio 2012 redazione@sora24.it
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Il programma di Liri Blues dall’11 al 14 Luglio 2012

  • 11 luglio – Keb’ Mo’
  • 12 luglio – ore 22 Veronica Sbergia /Max De Bernardi; ore 23 Treves Blues Band special guest Guitar Ray
  • 13 luglio – Guy Davis featuring Fabrizio Poggi
  • 14 – luglio Bap Kennedy

Arriva alla venticinquesima edizione il Liri Blues Festival, sicuramente uno dei più importanti festival di blues in Italia, forse il più autentico ed identitario.Da mercoledì 11 fino a sabato 14 luglio, Isola del Liri in provincia di Frosinone, gemellata con New Orelans, diventa l’isola del blues con la presenza dei più grandi nomi del blues internazionale.

Il festival è organizzato dall’Associazione D&B con il sostegno del Comune di Isola del Liri, della Provincia di Frosinone e della Regione Lazio – Presidenza del consiglio, si svolgerà nel tradizionale spazio di Piazza De’ Boncompagni. Quattro serate di grande  musica  tutte ad ingresso gratuito.

Liri Blues aprirà mercoledì 11 luglio con il concerto di Keb’ Mo’. Kevin Moore (vero nome) aveva iniziato la carriera sulle orme del ‘padre del blues’: prima interpretando, nel 1990, il ruolo di Robert Johnson nel documentario Can’tYouHear the Wind Howl, e poi incidendo, 4 anni dopo, l’album che portava il suo nome, e che conteneva due cover di Robert: Come On In My Kitchen e KindHearted Woman Blues. Nato a Compton, vicino a Los Angeles, il 3 ottobre 1951, Keb’ è cresciuto a gospel e rhythm ‘n’ blues, entrando nel 1973 nella band di Papa John Creach, violinista dei Jefferson Starship e degli Hot Tuna. Poi tanta gavetta facendo il musicista in formazioni come la Mahavishnu Orchestra. Il debutto discografico risale al 1980 con Rainmaker, un disco di puro rhythm ‘n’ blues, ma il vero successo arriverà 14 anni dopo abbracciando i dettami della ‘musica del diavolo’. Con l’album Keb’ Mo’, nel 94, vince il premio come miglior disco ‘country acoustic blues’. Negli anni successivi arrivano ben due Grammy Award nella sezione Best Contemporary Blues per gli album Just Like You (96) e Slow Down (98). Divenuto uno dei nuovi e più acclamati esponenti del blues, Keb’ inizia a cercare nuove strade, rendendo la sua musica meno ‘pura’, contaminandola con atmosfere honkytonky e soul, intrecciando le sonorità del pop e del bluegrass, senza mai dimenticare la lezione del rural e delta blues. Tutto questo lo si può ritrovare in questo suo ultimo lavoro, KeepIt Simple, che, oltre a essere un album costruito su un blues autentico e geniuno, riesce a ringiovanire il legame tra passato e presente, rendendo più attuali le atmosfere sonore della ‘musica del diavolo’Supportato da strumentisti di eccezionale levatura come Greg Phillinganes (già tastierista di Eric Clapton e Stevie Wonder) e ReggieMcBride (bassista che ha lavorato con Elton John, Al Jarreau, B. B. King e lo stesso Wonder), Keb’ dimostra di essere un chitarrista solido con una voce pulita.

Seconda serata giovedi 12 luglio con un doppio concerto, alle 22, Veronica Sbergia e /Max De Bernardi,a seguire alle ore 23:Treves Blues Band special guest Guitar Ray. Veronica Sbergia nel 2009 pubblical’album Veronica & The Red Wine Serenaders, dove rielabora alcune canzoni delle jug band, brani country, swing e ragtime incise nei primi anni del secolo scorso utilizzando strumenti poco tradizionali ma in voga all’epoca come l’ukulele, il washboard o il kazoo.L ‘artista ha ricevuto il premio Fuori dal controllo al Meeting Etichette Indipendenti. Nel 2011 pubblica il terzo album D.O.C. sempre con la collaborazione dei Red Wine Serenaders, registrato in presa diretta. Alle ore 23,00 salirà sul palco la Treves Blues Band. Fabio Treves musicista storico del blues Made in Italy, si afferma nella zona milanese e lombarda come suonatore di armonica blues, ispirato dai grandi armonicisti statunitensi quali Sonny Terry, Little Walter, Paul Butterfield, Alan Wilson, Sonny Boy WilliamsonFonda la Treves Blues Band, considerata la prima band blues della storia della musica italiana. In quegli anni conosce il chitarrista e armonicista texano,Cooper Terry, con cui avvia un lungo sodalizio musicale. Treves continua a divulgare “il verbo del blues” e a poco a poco arriva a collaborare con mostri sacri del blues mondiale quali Dave Kelly, PikWithers, SunnylandSlim, Johnny Shines, Homesick James, WillieMabon, Billy Branch, Dave Kelly, Paul Jones, Alexis Korner, Bob Margolin, Sam Lay, Louisiana Red, PatGrover, Gordon Smith, Son Seals, Eddie Boyd. Partecipa a vari festival in Italia e nel mondo, raggiungendo un livello di prestigio e di considerazione che lo portano a superare i dieci album all’attivo. Conosce Frank Zappa durante la sua visita italiana e collabora con “il Genio di Baltimora”, arrivando ad essere l’unico musicista italiano ad aver suonato con lui. Ospite del concerto della Treves Blues Band, Guitar Ray, chitarrista e cantante.

Venerdi 13 luglio,sul palco di Liri Blues, Guy Davis featuring Fabrizio Poggi. Proveniente dall’area newyorkese, Davis è considerato uno dei più grandi bluesman contemporanei: suona banjo, chitarra e armonica e ha all’attivo una quindicina di album (l’ultimo, del 2012, è il doppio cd The Adventures Of Fishy Waters: In Bed With The Blues). Vanta una significativa carriera da attore e diversi riconoscimenti per il suo lavoro nell’ambito del blues.Con lui,ospite,lo straordinario armonicista,Fabrizio Poggi.

Chiuderà la venticinquesima edizione di Liri Blues, sabato 14 luglio,Bap Kennedy. Per molti cantautori del pianeta, l’idea di collaborare con Mark Knopfler resterebbe nel campo della fantasia. Ma per Bap Kennedy si tratta solo dell’ultimo anello di una lunga catena di progetti con personaggi di alto profilo e leggende musicali degne del massimo rispetto. Per un uomo che ha lavorato con Steve Earle e Van Morrison, giusto per fare qualche nome, l’offerta di registrare un disco nello studio privato del frontman dei Dire Straits è stata un’ulteriore pietra miliare. The Sailor’sRevenge, l’album scritto da Kennedy, con “ospiti” due musicisti di alta qualità come Jerry Douglas e GlennWor e prodotto da Knopfler, mostra una capacità compositiva che cresce ad ogni ascolto, grazie anche, e non poteva essere diversamente, all’inconfondibile deliziosa chitarra del leader dei Dire Straitse alla sua produzione a tutto campo. Il primo contatto di Bap con l’industria discografica è in qualità di chitarra ritmica, voce e scrittura dei pezzi per i rockers di Belfast Energy Orchard, con cui registra cinque album. Quando la band lascia Belfast, diventerà una delle leggende della scena live londinese. Ed è proprio mentre è negli Energy Orchard che Kennedy si trova a collaborare col compatriota Van Morrison, che dà al gruppo la possibilità di aprire i suoi concerti nei tumultuosi tour tra Europa e Stati Uniti. Allo scioglimento degli Energy Orchard, Bapviene contattato da Steve Earle, proponendosi quale produttore del suo primo album Domestic Blues. Earle parla di Bap come “Il miglior compositore di canzoni che abbia mai sentito”, L’album vola tra i primi dieci nella classifica “Americana” di Billboard. Il successivo LonelyStreet è dedicato ad Hank Williams ed Elvis Presley. The Big Picture -3° lavoro- segna il ritorno alla collaborazione con Van Morrison, il disco è registrato infatti nello studio dello stesso Morrison, e contiene un pezzo scritto da tutt’e due: Milky Way. Da qui torna a collaborare con Mark Knopfler, e appare come ospite nei suoi tour negli Statesed in Europa, tra cui cinque serate alla Royal Albert Hall. Seguono tour di successo nel Regno Unito e in Europa culminanti con una memorabile performance al festival di Glastonbury. Bap continua il suo tour aggiungendo ulteriori date, tra cui il rinomato Belfast/Nashville festival e, in America, l’altrettanto prestigioso South bySouthwest festival.

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