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LSU: l’Assessore Celli Catarinelli replica all’Avvocato Bono

Pubblicato ildomenica 14 febbraio 2016   
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Con la seguente nota, l’Assessore al Personale Gianni Celli Catarinelli replica alle dichiarazioni dell’Avv. Rosalia Bono pubblicate oggi dal quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi (clicca qui per leggerle).

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«E’ ammirevole il patos con cui l’Es. Avv. Rosalia Bono crede di difendere i 23 lavoratori LSU che il Giudice di Primo Grado ha ritenuto di reintegrare in un posto di pubblico impiego conseguito senza concorso ed in forza di una deliberazione della Regione Lazio annullata dalla stessa Regione perché ritenuta illegittima.

Il reintegro degli LSU è stato ritenuto illegittimo dalla stessa Regione Lazio e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno sottoscritto nel corso del 2015 una Convenzione con la quale si riammettevano nel Bacino Regionale gli LSU caducati dalla illegittima stabilizzazione, poi annullata, e si impegnavano, loro, a trovare la giusta e legittima soluzione al caos creato dalla Regione Lazio.

Caos nel quale il Comune di Sora è stato inconsapevolmente trascinato, tanto che ora pende anche un ricorso al TAR presentato dal Comune contro la Regione Lazio proprio per gli LSU. Il Comune di Sora non ha proceduto alla assunzione degli LSU perché in questo modo non solo avrebbe danneggiato gli stessi LSU, ma avrebbe anche creato un danno al Comune di Sora stesso.

Certo l’Es. Avv. Bono, non essendo Amministratore del Comune di Sora, non si è posto le problematiche e prescrizioni legislative che la reintegrazione degli LSU avrebbe comportato: non potendo procedere a nuove assunzioni, il Comune avrebbe, per far posto agli LSU, dovuto mettere in mobilità altrettanti dipendenti di ruolo, vincitori di concorso pubblico, con maggiore anzianità, quindi licenziare circa 23 impiegati e funzionari si categoria C e D, per far posto a 23 operatori di categoria A, cioè decapitare tutti gli Uffici Comunali.

Ma questo sarebbe stato il male minore, perché il male maggiore lo avrebbero subito proprio gli LSU. Infatti, una volta reintegrati in forza della tanto decantata sentenza di primo grado, la Regione Lazio li avrebbe immediatamente cancellati dal Bacino Regionale e quindi essi avrebbero perso i benefici attuali e quelli della futura legittima stabilizzazione al cui raggiungimento Regione Lazio e Ministero del Lavoro si sono impegnati con la Convenzione citata nella deliberazione della Giunta Comunale.

E’ poi patetico sostenere che “sarebbe interessante scoprire cosa potrebbe pensarne il giudice di primo grado”, atteso che lui si è già pronunciato e non ha alcun potere di ripronunciarsi sullo stesso argomento, potere che invece è ora attribuito al Giudice di Appello, che dovrà decidere anche in merito alla partecipazione al giudizio della Regione Lazio, che il giudice di Primo grado aveva escluso e che invece è l’unico soggetto, insieme al Ministero del Lavoro, ad avere la competenza nella soluzione del problema: gli LSU, infatti sono tutti inclusi nel Bacino Regionale e su di essi la competenza è solo della Regione Lazio; il Comune di Sora è stato colpito da questa sentenza di primo grado solo perché è, istituzionalmente, l’anello più debole della catena decisionale.

Ma queste cose l’Es. Avv. Bono le sa molto bene, altrimenti non avrebbe inviato al Comune una diffida ad assumere gli LSU, avrebbe notificato al Comune un precetto imponendogli di adempiere a quella sentenza.

Concludiamo prendendo atto che l’Es. Avvocato deve recitare la sua parte, difendere la sua vittoria in primo grado, sperare che anche la Corte di Appello commetta gli stessi errori del giudice di primo grado ed illudere gli LSU sulla loro imminente assunzione in forza della tanto reclamata sentenza, omettendo di chiarire che la soluzione vera per gli LSU è quella scritta nella Convenzione stipulata tra Regione Lazio e Ministero del Lavoro. Il tempo, che è galantuomo, dimostrerà chi veramente ha a cuore la sorte degli LSU (il Comune di Sora) e chi invece ne fa solo un oggetto di propria glorificazione professionale».

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