giovedì 13 agosto 2015 redazione@sora24.it

L’ultimo saluto di Luciano Duro a Cesidio Casinelli

Cesidio ci ha lasciato, con discrezione, senza far troppo rumore. Era fatto così, sobrio ed equilibrato nella vita come nella politica. Non amava apparire ma operare, esemplare la sua legislatura di deputato della Repubblica, grande lavoro e grande competenza, presentò, dal 1996 al 2001, 85 progetti di legge e 235 atti di indirizzo e controllo. Non era “il praticone” arringa popolo, non alzava polvere, chiacchiere poche, solo fatti.

E’ stato Sindaco di Sora per una legislatura dal 2006 al 2010, non si era ricandidato nonostante fosse stimato da tutti. Lo incontrai al ristorante Mingone, la malattia ancora non aveva mostrato i suoi sintomi. Festeggiavo il compleanno di mia madre. Uscii per un po’, lo salutai con grande affetto ed insieme sedemmo sul salotto di vimini all’ingresso. Io ero sindaco di Isola del Liri, mi chiese come andasse, mostrai tutta la mia insoddisfazione, la tristezza di non poter fare ciò che mi ero prefissato e la mortificazione di correre sempre a cercare l’undicesimo in ogni consiglio comunale. “Come ti capisco”. Avevamo la stessa età, convenimmo che la politica era cambiata, non era più quella nella quale eravamo cresciuti ed alimentato le nostre certezze.”Ho fatto il mio tempo – disse – ho voglia di stare con i miei e riposare, con la testa sgombra dalle preoccupazioni che l’essere sindaco comporta”. Se ne è andato per sempre che riposi in pace.

Di lui resterà un luminoso esempio di integrità morale, rispetto delle istituzioni ed amore per la sua gente. Di uomini così ce ne sono pochi e solo Dio sa di come, oggi, ce ne sarebbe bisogno.

Luciano Duro

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