Lunghe attese al Pronto soccorso : esposto alla Procura della Repubblica di Cassino e lettera al Presidente della Repubblica

Dopo il caso di un’anziana parcheggiata per giorni al pronto soccorso dell’ospedale di Sora arrivano le annunciate denunce espresse nella presente.
Gentile Redazione,
vorrei con la presente riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e della classe politica locale e regionale la triste e drammatica vicenda che riguarda il Pronto Soccorso del SS.Trinità di Sora oramai di fatto diventato un reparto non di urgenza ma di degenza in quanto le attese per eventuali ricoveri arrivano anche a svariati giorni con permanenza dei malati su postazioni di fortuna allestite in ogni spazio disponibile. Gli operatori sono in prima linea per fronteggiare la continua emergenza ma mi creda operano in condizioni estreme che non garantiscono assolutamente la sicurezza e la salute ne di loro stessi ne dei malati.
Ho avuto modo di denunciare questa situazione giorni scorsi sulla cronaca provinciale di un quotidiano ma credo che azioni più importanti ed incisive vadano intraprese per salvaguardare la vita e la salute di 150.000 persone residenti nel territorio che fa riferimento alla struttura del SS.Trinità.
La politica si è defilata, le promesse elettorali dissolte come neve al sole,restano come sempre i cittadini da soli a fronteggiare e combattere per un diritto sancito dall’art 32 della Costituzione Italiana ma di fatto oggi a Sora e dintorni se colpiti da Ictus o da Infarto si muore o se si è fortunati si hanno danni permanenti.
Chi vive su questo territorio non ha lo stesso diritto ad avere salva la vita rispetto ad un cittadino che vive a Roma.
Non chiedo reparti di Ortopedia o reparti di Oncologia o reparti di Urologia, sto chiedendo un Pronto Soccorso efficiente dotato di attrezzature e personale in grado di stabilizzare un paziente e salvargli la vita.
La responsabilità è di chi non fa niente e non fare niente ogni volta che si perde una vita equivale ad un omicidio colposo.
Concludo informandovi che ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cassino e scritto una lettera al Presidente della Repubblica.
Le mie azioni di denuncia continueranno e invito tutti i cittadini e le associazioni già presenti sul problema a tenere viva l’attenzione di tutti.
Cordialmente
Riccardo Alviani
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