2 novembre 2012 redazione@sora24.it
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L’Unitalsi di Sora in pellegrinaggio a Fatima e Santiago

Con diversi amici della prima fila, guidati spiritualmente da un ottimo don Andres, dal giorno 11 al giorno 18 ottobre scorso, abbiamo effettuato il nostro pellegrinaggio a Fatima ed a Santiago di Compostela in coincidenza con il 13 ottobre, giorno nel quale, 95 anni fa, ebbe luogo il c.d. miracolo del sole.

In quel giorno piovoso, circa 70.000 persone, tra cui diversi giornalisti, colà inviati per smascherare, una volta per tutte, l’imbroglio di Lucia, attendevano il momento del miracolo. A mezzo giorno, Lucia gridò: “ Silenzio, silenzio. Viene la Madonna.” Lucia Le presenta le richieste di molte persone. La Madonna le risponde: “E’ necessario che si emendino, che chiedano perdono per i loro peccati.. La guerra sta per finire. … Non si offenda più nostro Signore che è già troppo offeso” Poi, la Madonna, nell’accomiatarsi, aprì le braccia e le converse ai raggi del sole, proiettandovi i suoi raggi più luminosi del sole stesso. All’improvviso Lucia Gridò: Guardate il sole!. Giacinta racconta: “ ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare, a saltare. Si fermò ancora e poi ricominciò a saltare fin a quando sembrò staccarsi dal cielo e precipitare sopra di noi come un’enorme ruota di fuoco. Fu un momento terribile.” Giacinta è presa dal panico. Piange. Vorrebbe fuggire, ma non c’è spazio per farlo. Altri gridano: “Madonna, aiuto, Gesù mio qui moriamo tutti.”

Il redattore capo del giornale O Seculo, quotidiano anticlericale, e colà inviato per smascherare il trucco scrive: “ .. il sole è balzato in pieno giorno a Fatima. Si assiste ad uno spettacolo unico ed irripetibile. L’astro ha l’aspetto di un disco d’argento, pallido, ed è possibile fissarlo senza difficoltà. Non brucia. Non acceca. Si direbbe un’eclissi… Sotto gli occhi di questa folla, il cui comportamento ci trasporta ai tempi biblici, il sole ha tremato, il sole si è scosso bruscamente in maniera mai vista e al di là di tutte le leggende. Per esprimerci nel linguaggio tipico dei contadini, ha ballato..”

A Fatima ci siamo fusi in una folla oceanica. Sicuramente vi erano più di un milione di pellegrini, tra cui circa mille preti, tanti vescovi e cardinali. Milioni di fazzoletti, al canto del Salve Regina, salutavanola Madonna al suo passaggio tra la folla.Emozionante e coinvolgente è stato assistere e vivere questi momenti. A Fatima abbiamo anche celebrato la via Crucis con passaggio alla cappella dedicata alla Madonna nel Valinos, ove essa apparve ai Pastorelli il 19 agosto 1917, sostato e meditato le apparizioni dell’Angelo ai tre pastorelli a Loca do Cobeco e ad Alijstel.

Anche la gita, con guida, a Batalha, ad Alcobaca, a Nazarè ed a Lisbona è stata importante e molto istruttiva. A Batalha abbiamo visitato il monastero intitolato a Nostra Signora delle Vittorie. Fu fatto costruire nel XV secolo dal re Dom Joao I dopo una decisiva battaglia. Ad Alcobaca abbiamo visitato il monastero cistercense fondato da Afonso Henriques, primo re del Portogallo, per un voto alla Vergine. La chiesa che vi sorge accanto è ritenuta come la più pura e maestosa dell’Ordine cistercense. La pianta del monastero ricalca quella dell’abbazia di Chiaravalle. Qui si trovano anche le tombe di Don Pedro e di Ines de Castro, poste l’una di fronte all’altra per volere de re Don Pedro in modo tale che al risveglio, dopo il Giudizio universale, egli possa vedere come prima cosa la sua amata.

A Nazarè, oltre a aver ammirato la splendida spiaggia che affaccia sull’Atlantico, abbiamo potuto visitare la chiesa di Nostra Signora di Nazarè riccamente decorata con sculture in legno dorato e pannelli olandesi che rappresentano scene bibliche. Abbiamo anche potuto visitare la cappella costruita da un dignitario per commemorare il miracolo che lo salvò dalla morte quando stava per precipitare dalla scogliera seguendo in cervo. Questo santuario ha una certa affinità con il nostro di Vallepietra.

Dopo Fatima e dintorni siamo andati a Santiago de Compostela, con giro panoramico nella città di Porto e sosta presso il santuario do Bon Jesus do Monte, con la celebrazione della S. Messa. Il santuario è stato il più antico e più importante del Portogallo prima delle apparizioni della Madonna a Fatima. Esso si trova a 7 km da Braga ed è posto su una collina raggiungibile, a piedi, da una bella e scenografica scalinata, a rampe incrociate. La sezione bassa di essa è ornata con fontane e statue allegoriche raffiguranti i cinque sensi, mentre la sezione alta è detta delle Tre Virtù.

Poi siamo ripartiti alla volta di Santiago, ove siamo arrivati per la cena. La città prende il nome dall’ Apostolo San Giacomo. Qui, nel IX secolo, l’eremita Pelayo fu attratto dalla luminosità di una tomba che si ritenne fosse appunto quella di San Giacomo, l’apostolo martirizzato nel 44 d.c. a Gerusalemme ed il cui corpo fu qui portato in base al criterio secondo cui, come ci dice S. Gerolamo, gli Apostoli dovevano essere sepolti nel luogo in cui avevano predicato il Vangelo. A Santiago si è considerati pellegrini solo se si sono percorsi gli ultimi100 chilometria piedi. E’ un luogo veramente ricco di spiritualità, di arte, di storia. Coinvolgente è il rito del botafumeiro. Otto uomini tirano le corde facendo oscillare un grosso incensiere, del peso di Kg. 54. Con il suo movimento l’incensiere traccia un arco di circa50 metri, arrivando quasi a toccare le volte e a sfiorare la testa dei pellegrini, così da creare oltre che suggestione, anche un certo panico a chi vi è sotto.

Dopo 2 giorni passati a Santiago, siamo ripartiti alla volta di Lisbona, con sosta a Coimbra, che in Portogallo è considerata la città universitaria per eccellenza. Qui abbiamo celebratola S. Messa presso il Monastero che ha ospitato per tanti anni Suor Lucia, e pranzato. A Lisbona abbiamo visitatola Cattedrale, ove abbiamo celebrato anche la S. Messa; e visitato la chiesa parrocchiale dove fu battezzato S. Antonio da Padova, nonché monumenti e palazzi imperiali di cui è ricca la città.

Questo pellegrinaggio ci ha regalato la gradevolezza, la gentilezza e l’amichevolezza dei portoghesi verso gli ospiti, ma, soprattutto, ci ha fatto scoprire e gustare, ancora una volta, la loro profonda devozione alla Madonna, amata come una vera regina del Portogallo. Questo amore verso la loro Regna, lo manifestano e lo rinnovano ogni volta che ricorre il giorno delle apparizioni, recandosi in milioni a Fatima, da ogni parte del Portogallo, per lo più a piedi, per pregarla, salutarla e portarla in trionfo tra centinaia di migliaia di fedeli al canto del Salve Regina.

Questa esperienza ci ha fatto comprendere, ancora una volta, che il senso del vero pellegrinaggio, non sta in una forma di gita turistico – religiosa, bensì in un vero cammino di Fede; un cammino di liberazione dalla schiavitù del peccato; un cammino che conduce ad un’adesione piena al volere di Dio; un ripercorrere, a ritroso, la propria vita inoltrandosi nella propria coscienza per entrare in quel deserto sconfinato dove, nel profondo silenzio e nella quiete si incontra Dio.

 

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