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venerdì 20 maggio 2016 redazione@ciociaria24.net

Marco Pannella nel ricordo di Mike Di Ruscio

Mi lega a lui forse una delle esperienze politiche più entusiasmanti che io abbia mai vissuto. La Rosa nel Pugno, quel contenitore federativo tra Socialisti e Radicali di cui anche la Federazione dei Giovani Socialisti ne fu parte integrante, e proprio nel 2006, sotto questo simbolo, partecipai alla mia prima esperienza amministrativa a Sora. Laici, Socialisti, Liberali e Radicali questa la dicitura che campeggiava a Fiuggi, al PalaTerme, quando ci riunimmo per la messa in opera della prima pietra del cantiere politico fra i più interessanti del panorama politico italiano.

In quella occasione, appunto, ebbi la fortuna di stringere la mano a Marco. Arrivò da Roma, con Emma Bonino, la scena fu grottesca quanto tenera. Arrivarono con una Mini d’epoca color verde metallizzato, e se non ricordo male doveva essere della Bonino. Immaginatevi quest’omone alla guida, quasi inscatolato, ed Emma Bonino, graziosa e minuta al suo fianco. Noi eravamo tutti lì ad aspettarlo, la federazione giovanile socialista al completo che aspettava di conoscere un gigante del nostro tempo. Scese dalla macchina con la sua immancabile sigaretta, nel PalaTerme a volume andante “Siamo solo noi” di Vasco Rossi, colonna sonora, potremmo dire, di quel congresso fondativo. Gli strinsi la mano e scambio con noi qualche battuta come era suo solito.

Da quel giorno non mancarono mai le occasioni di scambio e dialogo con la FGS, in più occasioni: incontri privati, appuntamenti elettorali e convegni, come quello organizzato alla casa internazionale delle donne a Roma dall’FGS. Eravamo fuori all’ingresso ad aspettarlo, c’erano Bobo Craxi e Gianluca Quadrana, mio primo segretario nazionale quando mi iscrissi alla federazione più di 11 anni fa, e Luigi Iorio, allora segretario nazionale.

Pannella arrivò in ritardo, scese dal taxi dopo aver perso più di un quarto d’ora per ritrovare il portafogli, le macchine suonavano per la fila che aveva creato. Con calma scese dalla macchina, un classico, cravatta unica, particolare e codino raccolto da un elastico. Io ero lì a fumare la mia Marlboro, mi guardò e mi disse: lo sai che fumare fa male? Io quasi imbarazzato gli dissi: Sì! Ma almeno una ogni tanto!

Salì le scale, si avvicinò e mi disse: una per me c’è l’hai? Inutile scrivere e aggiungere altro, questi sono semplici ricordi che ho di lui. Oggi (ieri ndr) ci lascia un protagonista del nostro tempo che ha speso la sua vita per i diritti di tutti, raggiungendo le più importanti conquiste civili che il nostro Pese potesse immaginare. Di certo non voglio unirmi al coro di chi in passato lo ha sempre criticato ed oggi vigliaccamente lo elogia. Marco e stato un gigante da cui possiamo solo imparare che la politica può essere impegno e non potere, un impegno costante al servizio degli altri. Grazie di tutto, grazie per averci insegnato l’impegno. Ti saluto con una rosa nel pugno. Ti abbiamo voluto veramente bene.

Mike Di Ruscio

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