24 luglio 2012 redazione@sora24.it
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“La Cultura a Sora? Un problema di spazi prima che di proposte” (di Maurizio d’Andria)

I commenti pro e contro rilasciati da autorevoli  esponenti di partito sorani in merito al programma culturale messo in campo dall’assessore Andrea Petricca e dal sindaco Ernesto Tersigni  girano intorno a due temi che io ritengo essere solo la punta dell’iceberg che come tale, nasconde sotto la linea di galleggiamento la parte preponderante della questione. Gli uni dicono che date le scarse risorse, la programmazione realizzata è al meglio del possibile; gli altri contestano la scarsità dei finanziamenti ricevuti dalla filiera politica e destinati alla cultura. In mezzo c’è chi si lamenta della programmazione pianificata e chi invece elogia i singoli eventi realizzati che richiamano in piazza molte persone di Sora e non.

A me pare che si stia parlando solo di una parte del problema e in particolar modo dell’effimero, cioè dei meri eventi quotidiani che esaudiscono più o meno i desideri di intrattenimento della popolazione per una o più serate per poi finire nel dimenticatoio generale, cioè di eventi fine a se stessi senza che, alla fine della filiera culturale, lasciano nulla di duraturo alla città. In qualche modo, lo stesso sindaco Tersigni dialogando scherzosamente con l’ex assessore La Pietra in quel di Villa Carrara in occasione di un bel concerto ivi tenutosi, aveva giustamente messo l’accento sul “palco” realizzato per l’occasione, ritenendolo giustamente “più grosso” di quello realizzato negli anni addietro dall’ex assessore.

Sebbene il gioco di parole fosse centrato solo sulle misure (tipo, il mio è più grande … di bossiana memoria), il sindaco a mio avviso aveva centrato l’argomento (per estensione logica) di quale sia il vero problema della “cultura” a Sora, ossia della disponibilità (prima che delle misure) di adeguate strutture da destinarsi ad uso culturale. Numerosi commentatori ed operatori hanno già segnalato questa necessità  (così di piste ciclabili) per Sora. Spazi  adeguati assicurano in primis la partecipazione di molti soggetti proponenti e la conseguente produzione di eventi artistici quali quelli realizzati ad esempio, dalle associazioni, i gruppi teatrali, musicali, pittorici, archeologici e foto-cinematografici tanto per dirne alcuni, capaci di portare in scena ottimi interventi a spese molto contenute per il Comune.

E’ dunque la disponibilità di spazi ed il loro utilizzo che assicurano la vitalità di soggetti culturali e le loro performance con relativo apporto culturale cumulativo per la città. Performance che ben si potrebbero sommare a quelle realizzate dal solo Comune di Sora, assessorato alla cultura, che proprio in virtù delle risorse finanziarie scarse e del periodo di svolgimento della maggior parte delle proprie iniziative relegate in massima parte al solo periodo estivo, lasciano sempre il tempo che trovano pur quanto spettacolari, indipendentemente dalla firma politica che portano. In tal senso va sottolineata la realizzazione dell’auditorium di piazza “Ortara” (piazza Mayer Ross) che  finalmente offre alla città una occasione stabile per realizzare operazioni culturali anche di diversa natura da quelle prettamente musicali o fieristiche oltre che di disponibilità annuale e non solo trimestrale legate al bel tempo.

In quel luogo abbiamo avuto modo di assistere a vari eventi culturali che quant’anche di minor richiamo di pubblico (ma non di minor profilo culturale), hanno comunque soddisfatto i piaceri intellettuali di molti cittadini di Sora e oltre, suscitando ammirazione se non invidia di residenti di altri comuni che tali spazi non possiedono. Oggi quello spazio è nella disponibilità anche della nuova giunta Tersigni e comunque della città di Sora insieme al Museo della Media Valle del Liri e al Palazzetto dello Sport “Luca Polsinelli”. Credo perciò che Sora gradirebbe che  questi spazi venissero maggiormente interessati dalle attenzioni dell’assessore Petricca perchè ben si prestano allo svolgimento di eventi culturali di impegno e valenza ancor maggiore di quelli che pure richiamano le folle. Diversa diventa invece  la pianificazione degli interventi artistici/culturali quando si ha come unico metro di misura “la piazza”. Non sempre riempire la piazza significa fare cultura.

Il cantante country GIGIONE ha già riempito di gente Sora una volta. Difficile pensare che si sia trattato di evento culturale quanto invece più propriamente di basso folklore. Così è spesso il nome noto, in genere molto più costoso. Più spesso, eventi di qualità maggiore registrano minori presenze ma più spesso lasciano un segno positivo nel cuore dei visitatori e un  miglior ricordo della città. Così pensare agli spazi più che alla piazza, consente di realizzare eventi ripetibili di anno in anno, fino alla acquisizione di una buona specializzazione qualitativa e notorietà tra un vasto pubblico di appassionati e di altri che presto lo diventeranno. Il teatro ad esempio, può rappresentare per Sora quello che per Isola del Liri è il Liri Blues Festival o per Arpino il Certamen. Perciò un altro spazio molto importante è certamente costituito dall’auditorium in via di realizzazione presso la scuola ITC (ragioneria) di piazza XIII Gennaio di cui però si attende ancora l’apertura ufficiale perchè mancante delle sedie ad uso del pubblico.

É dunque auspicabile il celere completamento dei lavori affinchè Sora acquisisca un ulteriore spazio nel quale poter realizzare (ed assistere) nuovi interventi culturali da tenersi anche in periodo invernale e che ridaranno a Sora la giusta importanza in seno alla comunità provinciale. In questo senso perciò, ritengo importante che il Comune di Sora pianifichi sempre meglio le spese e il budget assegnato alla cultura e ai lavori pubblici affinchè, anche con il sacrificio di assistere a meno spettacoli in piazza, si portino a compimento le importanti infrastrutture ad uso culturale di cui Sora può dotarsi, valorizzando nel contempo maggiormente quelle esistenti.

Non vorremmo mai sentire l’assessore Petricca o Ganino o altri affermare che il nuovo auditorium  non è possibile terminarlo per mancanza di fondi o finanziamenti in quanto già spesi (per l’estate sorana). Possiamo rinunciare al grande spettacolo di una sera. Non possiamo sederci per terra invece nell’auditorium della scuola sebbene possa ospitare circa 700 persone. E tra le due cose, credo che Sora preferisca la seconda. Aspettiamo signor sindaco perciò, con lo stesso motivo scherzoso, che lei ci dimostri  che il suo teatro è più grosso di quello realizzato da Bruno La Pietra.

Maurizio D’Andria

 

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