19 maggio 2012 redazione@sora24.it
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Melissa, l’amore continuerà… (di Lorenzo Mascolo)

Sai, Melissa, oggi è una splendida giornata nella mia città, una manna dal cielo per chi, come me, è appassionato di fotografia e adora la primavera. Però non ho voglia di scattare, proprio non ne ho. Ho in mente solo la tua immagine sorridente apparsa nei telegiornali delle 13 e penso a chi in questo momento starà brindando con il tuo sangue per un “lavoro” giunto a buon termine. Mafia? Camorra? Sacra Corona Unita? Altro? Non m’importa niente.

Tu stavi andando a scuola, magari pensavi già a come trascorrere il Sabato e la Domenica, forse al mare visto che dalle tue parti è stupendo. Oppure oggi pomeriggio avresti fatto un giro in bici, come un paio di ragazze della tua età che ho incontrato poco fa mentre venivo al giornale.
Invece andrai al cimitero
, Melissa, per sempre.

E ti dimenticheremo presto, come è accaduto a un’infinità di persone che hanno subito la tua stessa sorte, perché la vita continua. Il tuo funerale andrà in diretta Tv, le persone al microfono diranno che “non si può morire così”, la folla applaudirà all’uscita dalla chiesa la tua bara, sarai rinchiusa in un loculo tra lacrime e urla disperate dei tuoi cari. Poi arriverà la notte e incomincerà la tua solitudine, rallegrata solo da visite giornaliere, che con il passare del tempo diventeranno settimanali, mensili, annuali. Per te non ci saranno più feste, serate al pub, giornate sportive, compleanni, Ferragosto, Natale, Capodanno, Carnevale, nulla. Solo un panorama, quello delle tombe che circonderanno la tua.

Melissa, io non so cosa farei in questo momento se mi trovassi di fronte, con una pistola in mano, coloro che ti hanno ucciso. Probabilmente premerei il grilletto con violenza e ripetutamente, fino a disintegrare il loro cuore di bestia e fermare definitivamente lo sterco liquido che scorre nelle loro inutili vene di carogne. Ma non risolverei nulla, lo so.

Esattamente vent’anni fa, quando avevo proprio la tua età, Melissa, le bombe uccisero Falcone e Borsellino. E in uno dei tanti speciali televisivi di quei giorni, mostrarono Reggio Calabria dall’alto indicando con esattezza le ville dei boss della ‘Ndrangheta. Mi chiedevo: ma perché non decollano con un po’ di aerei militari e le bombardano fino a fare tabula rasa? Certo, pensieri del genere erano condizionati dall’esuberanza di un adolescente immaturo nonché fascista all’acqua di rose, qual’era il sottoscritto, terribilmente frustrato per l’impotenza del suo Stato nei confronti dei criminali. Stamane, pero, in un attimo ho riprovato quelle sensazioni, che ti prendono allo stomaco e, se alimentate, ti fanno uscire di senno: come biasimarmi dinanzi al tuo viso raggiante che non sorriderà mai più?

I colpevoli saranno presi, Melissa, sicuro! Poi apriranno un processo, durerà come minimo vent’anni, e alla fine gli imputati saranno assolti. Oppure si pentiranno e lo Stato comincerà a spendere una barca di soldi per “il loro programma di protezione”. Per proteggere chi ti ha ucciso, capisci?

Come vedi ho un bisogno ostinato di credere che tu abbia un anima, piccolo fiore, e che tutto quel che ci hanno raccontato da bambini al Catechismo sia vero, perché solo in tal caso potrei sopportare quel che ti hanno fatto e dirti con convinzione che anche se arriva la notte e la vita può allontanarci, l’amore continuerà. Anche per te.

Ciao angelo d’Italia…Paese che non merita angeli.

httpv://youtu.be/PWu71JMwGWE

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