8 novembre 2012 redazione@sora24.it
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MENO POLTRONE, PIU’ BORSE DI STUDIO (di Lorenzo Mascolo)

Per quale carica si candideranno se le Province verranno eliminate? Quante probabilità avranno di essere eletti in Regione se i consiglieri del Lazio diminuiranno da 70 a 50 e i collegi elettorali comprenderanno anche la Provincia di Latina? E se accorperanno addirittura i Comuni sotto i cinquemila abitanti, come faranno a candidarsi a sindaco? E le municipalizzate? E gli incarichi per i trombati a “enne” mila euro annuali senza dover neanche alzare un dito? Queste sono le domande che la politica locale si sta ponendo dopo il Riordino delle Province, non altre. Del resto, la vergognosa resistenza che persiste in Regione Lazio nell’approvare la riduzione dei consiglieri regionali da 70 a 50 non può che confermare le asserzioni di cui sopra: questi signori non hanno la benché minima intenzione di alzarsi (dalla poltrona).

Ci risparmino le lacrime di coccodrillo degli ultimi giorni sull’identità popolare, anche perché la vera storia di questa Nazione è ben custodita dai suoi Comuni (comprese le frazioni), ognuno dei quali è composto da una serie di quartieri, rioni e contrade che hanno loro connotati, specifiche tradizioni e in alcuni casi addirittura un proprio dialetto. Un senese prima ancora di essere di Siena appartiene a una delle diciassette contrade della città toscana: questa è la vera storia di milioni di comunità italiane, non certo quella decisa nei secoli dalla Politica.

Domani sera (Venerdì 10 ndr) i politici del territorio di riuniranno a Frosinone per discutere su come opporsi al Riordino delle Province e impedire che il Lazio Sud venga accorpato in un’unica grande provincia da un milione di abitanti. Sembra quasi una partita tra due motti: “L’Unione fa la Forza” vs “Divide et Impera”. Noi tifiamo ardentemente per il primo, ossia speriamo che Patroni Griffi difenda ad ogni costo il decreto, perché siamo stufi di bruciare i proventi delle nostre tasse per pagare poltrone che non producono un fico secco e poi ritrovarci a morire su un lettino del pronto soccorso senza neanche uno straccio di camera per farci finire almeno serenamente dal nostro male. Meno poltrone, più borse di studio, questo è il futuro che vogliamo.

Lorenzo Mascolo  – 24Network

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