21 giugno 2011 redazione@sora24.it
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Mostra fotografica di Irene Carlevale

Si inaugura mercoledì 22 giugno alle ore 18.00 la mostra fotografica di Irene Carlevale organizzata da ETA BETA – Officina dell’Arte di Sora (www.etabetasora.it). Oltre alla presenza dell’artista è prevista quella del nuovo assessore alla cultura Andrea Petricca, (forse) quella del neo sindaco Tersigni e di diversi assessori e consiglieri. Particolare riguardo è dedicato allo spazio della critica riservato a due figure di un certo spessore quali sono Bruno La Pietra e Riccardo Di Vito. Il primo, già assessore alla cultura che qui partecipa appunto come critico d’arte o  per meglio dire critico fotografico, essendo egli non solo un grande appassionato di fotografia ma anche un profondo conoscitore delle tecniche e della comunicazione fotografica nonchè autore di un libro fotografico (sue foto) su “Canceglie” che presto verrà stampato e reso disponibile agli amanti di Sora e della fotografia appunto. Riccardo Di Vito, architetto sorano prestato alla comunicazione aziendale e alla animazione artistica, reporter artistico-fotografico egli stesso per le numerose documentazioni fotografiche a commento di artisti quali Rocco Alonzi e presso importanti locali e discoteche di Abruzzo. Un occhio moderno sul mondo della fotografia che insieme a quello di Bruno e a quello di Irene Carlevale, renderanno la giornata e la mostra molto interessante. Non bastasse ciò, ETA BETA ha preparato un piccolo buffet con aperitivo e snack per intrattenere piacevolmente i graditi visitatori che vorranno visitare la mostra nella data di inaugurazione di domani. Per l’occasione, il presidente Maurizio D’Andria ha inviato a 1.500 amici di ETA BETA su Facebook un invito ad essere presenti, speriamo numerosi. Continua così l’attività di promozione dei giovani artisti locali e provinciali, mission costituenda di Eta Beta insieme a quella di essere un centro di aggregazione giovanile dove è possibile utilizzare i computer, la sala prove per la musica e navigare su Internet  gratuitamente presso la propria sede di via Vado Pescina 1. La mostra di fotografie che prende avvio domani fino al 30 giugno è la terza attività che ETA BETA  porta al pubblico sorano (oltre ai corsi e laboratori svolti e in programma in sede, consultabili sul proprio sito www.etabetasora.it e su Facebbok) nella bella location dell’auditorium di piazza Mayer Ross, dopo il teatro di Ivano Capocciama e Emanuela Cappello che guardavano a Shakespear, dopo la bella mostra di pittura di Angelo D’Onorio e Antonio Di Passio sugli Espressionisti e Informali. Ecco perciò la fotografia, altra espressione dell’arte figurativa che del proprio occhio fa il centro del mondo. Il momento in cui l’attimo si ferma e diventa fotografia si incrocia con quello che noi amiamo considerare un ricordo. La nostra mente sceglie e seleziona un istante che porta con sé, lo custodisce e lo riporta in vita incorniciandolo o semplicemente riprendendolo da una vecchia scatola, che credevamo di non avere più. Ecco ora Irene Carlevale e la sua arte fotografica. Irene ha già al suo attivo diverse partecipazioni a mostre e concorsi di spessore e rilevanza nazionale e vanta premi e partecipazioni in teatro come nella letteratura, nonostante la sua giovanissima età (solo 29 anni). In questo lavoro “Via Crucis” Irene ha intrapreso il percorso più difficile, quello dell’introspezione. Ha viaggiato nella sua mente e ha esternato i sui turbamenti interiori, si è ripresa in video che ha spezzettato, parcellizzato fino a renderli minimali come tanti punti su una linea. I frame sono diventati le fotografie in mostra, marchiate con il ferro dei chiodi in un allestimento che indica la medesima sofferenza dell’autrice nel suo personale calvario: Via Crucis, personale confronto con il significato della Croce. “Io sento la figura del Cristo, la sento dentro, ma è un Cristo che affronta la morte e il dolore per risorgere.” La Carlevale spiega il simbolismo delle immagini che la ritraggono ripiegata su se stessa, dolorante e inquieta, spiega il valore che dà a un simbolo e la preghiera che rivolge a se stessa per uscire dal dolore, per purificarsi da questo e risorgere come una fenice. Quando si ha una tale capacità introspettiva e la volontà di condividere la propria passio con gli altri, allora si riesce in qualche modo a guardarsi dall’esterno e a guarire quelle ferite che ci si affligge quotidianamente. Così Le lacrime fanno sangue sono vero sangue e vera sofferenza e riescono a diventare un ricordo e non un momento da rivivere continuamente. Sono la tappa di un percorso, la personale Via Crucis della fotografa, che non a caso è anche chiamata Via Dolorosa. Seneca consigliava al suo giovane amico Lucilio di evitare i viaggi, o quanto meno li indicava come un inutile rifugio da se stessi. La manifestazione non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Silvia, della dirigente Tersigni e dell’assessore Petricca ai quali vanno i nostri sentiti ringraziamenti. ETA BETA – Officina dell’Arte di Sora è infatti patrocinata dal Comune di Sora, dalla Regione Lazio ed anche dal Ministero della Gioventù. Un appuntamento da non perdere, ne domani alle 18.00, ne nei prossimi giorni, fino al 30 giugno.

Il Presidente – Maurizio D’Andria

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