giovedì 29 maggio 2014 redazione@sora24.it

Non ha senso per Sora continuare così, ma per loro sì

La soluzione sarebbe a portata di mano, se solo avessero il buon gusto di capire la situazione della città.

Il malessere che serpeggia all’interno del gruppo che sostiene il sindaco Tersigni si manifesta in modo sempre più palese. La “granitica” maggioranza, come amava definirla il consigliere Elvio Meglio, si è dissolta: lo sa il sindaco, i consiglieri, gli assessori, tutti. Anzi, non c’è mai stata. Il bello è che non si tratta di una novità, perché anche in occasione delle regionali del 2013 ci sono stati problemi politici: la candidatura di Valter Tersigni, difatti, andò di traverso a vari esponenti dell’amministrazione in carica. Le conseguenze di quella sconfitta non sono mai state superate.

C’è un però. Nessuno attualmente nel centro-destra avrebbe il coraggio di andare a votare, perché il Partito Democratico, dopo aver conquistato 107 province italiane su 110 domenica scorsa, asfalterebbe tutti e pianterebbe sicuramente la bandierina anche a Sora: di conseguenza, per molti degli attuali amministratori si prospetterebbero almeno cinque anni “ai box”, se non addirittura la fine della carriera politica. Orbene, che muoiano Sora ed i Sorani! L’importante è salvare la poltrona fino al 2016 sperando che Renzi passi subito di moda, oppure, in alternativa, preparare il terreno per un bel salto della quaglia in modo tale da cadere in piedi, facile no?

In tutto ciò la città continua ad essere “guidata” (???) da persone che navigano a vista da tre anni e non hanno alcuna intenzione di seguire una rotta, un obiettivo, uno straccio di politica lungimirante e proiettata verso il futuro in qualunque ambito. Sono convintissimi, tanto per fare un esempio, che le fontane funzionanti, le fioriere e le strisce pedonali bianche e rosse siano un grandissimo risultato politico per Sora. Per non parlare del nuovo campo sintetico: penseranno di aver ricostruito Ground Zero. Questo è molto preoccupante.

Al contrario, non si rendono conto che questa città, oltre ai suoi 27mila abitanti, ha sulla coscienza almeno altre 30mila persone del comprensorio. Ed ancora meno, visto che utilizzano poco e niente computer e social network, a parte Iula, capiscono la gravità dell’emorragia di giovani che sta interessando Sora. Ogni settimana su Facebook ne vediamo uno fotografato all’aeroporto, ma loro non vedono, non sentono e soprattutto si discolpano, perché non ci sono soldi, perché è la crisi.

Balle. La verità, invece, è che nel loro cuore Sora non c’è. E la cosa può anche starci, a patto che alla prima occasione utile rassegnino le proprie dimissioni, ammettendo che in tre anni non sono riusciti a fare nulla di concreto per il futuro dei giovani di questa città, alias per il futuro di Sora. Il problema è che non lo faranno mai, perché sanno che non ha senso per Sora continuare così, ma sanno anche che per loro ha senso eccome. Purtroppo dobbiamo resistere.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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