martedì 20 giugno 2017 redazione@sora24.it

«Non si può morire così». Profonda commozione per la tragedia di Marco Ciccodicola

Mercoledì mattina verrà conferito in Procura l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia sul corpo di Marco Ciccodicola, lo sfortunato studente sorano deceduto verso le sei di ieri mattina a causa di una tragica caduta dal quarto piano di un edificio situato in via Falaise a Cassino, a poca distanza dall’Ipsia.

Il 21enne, iscritto a Ingegneria presso l’ateneo della Città Martire, è morto mentre stava montando una zanzariera, cadendo accidentalmente dalla finestra e impattando al suolo dopo un volo di circa 15 metri che purtroppo non gli ha lasciato scampo. Una disgrazia. L’allarme è stato lanciato da un passante. I soccorritori, giunti poco dopo sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo.

La tragica scomparsa del giovane studente ha lasciato tutti senza parole: familiari, amici di sempre, colleghi universitari, coinquilini, tutti sono rimasti profondamente colpiti dall’atroce destino toccato al ragazzo, anche coloro che non lo conoscevano.

«Non si può morire così, per giunta a vent’anni»: la frase che ricorre maggiormente in queste ore di grande commozione e dolore è un misto di rabbia e senso di impotenza. La necessità di montare una zanzariera, forse per riposare con più serenità e preparare al meglio gli esami da sostenere a breve, non può giustificare la morte di un così bravo ragazzo.

Marco aveva tutta la vita davanti, una facoltà molto impegnativa nella quale studiava con passione e determinazione e che lo ha portato a restare a Cassino anche nei giorni più importanti dell’anno accademico, quelli della sessione estiva, pur avendo casa sua a soli quaranta chilometri. Doveva essere una questione di pochi minuti quel montaggio, la giornata era appena iniziata, forse Marco aveva intenzione di studiare approfittando delle ore più fresche prima della canicola pomeridiana… non si può morire così.

Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire…

Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi…

Grazie Marco, per tutto quello che ci hai dato!

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