1 novembre 2013 redazione@sora24.it
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Non solo il 02 Novembre…

Il cimitero è un luogo impietoso che ci ricorda senza mezze misure quanto sia precaria la nostra vita. Varcata la sua soglia, le questioni della quotidianità, scontri, ambizioni, diatribe, progetti perdono senso. Diventiamo mansueti, ci rendiamo conto che tutto quel che facciamo nella nostra vita in fondo non serve a niente, perché prima o poi smetteremo di fare. E qualcun altro continuerà a fare, magari in modo diverso, al posto nostro. Oppure distruggerà quello che noi abbiamo fatto con tanta fatica, e noi non potremo intervenire per impedirlo.

Una volta usciti, però, torniamo frettolosamente alla normalità e dimentichiamo subito quel che abbiamo visto poco prima, perché ci conviene dimenticare. Ma così facendo sbagliamo. Dovremmo invece mantenere sempre vivo il ricordo di chi non c’è più, soprattutto di tutte quelle persone che non hanno avuto la possibilità di vivere e fare fino alla vecchiaia.

Dovremmo passare pià spesso davanti alle tombe di Edoardo, Rita, Rocco, Massimiliano, Jacopo, Francesca, Adriana, Daniela, Carlo, Pietro, Giovanni, Luca, Luciana, Marco e tutti gli altri, perché così ci ricorderemmo di quanta gente continua a vivere pur avendo un coltello conficcato nel cuore. E ci vergogneremmo di tante nostre banali lamentele. I momenti più istruttivi della vita sono quelli trascorsi nei cimiteri, non solo il 02 Novembre.

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