25 novembre 2012 redazione@sora24.it
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Non vi fate male e non vi ammalate. Non possiamo più permettercelo (di Sacha Sirolli)

E’ notizia di ieri che il Gruppo San Raffaele ha ufficializzato la cessazione delle attività nelle sue due strutture tra due settimane. Tradotto: circa 700 lavoratori impiegati nelle cliniche private di Cassino e Montecompatri (RM) andranno a casa tra 15 giorni e si ritroveranno senza lavoro, mentre gli utenti perdono un importante riferimento sanitario. Una bomba per il tessuto sociale dei suddetti territori. I lavoratori ieri hanno scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica chiedendo a Giorgio Napolitano il rispetto del diritto al lavoro e alla salute sanciti dalla Costituzione Italiana. Staremo a vedere.

Intanto ritengo doveroso lanciare un monito sulla sanità locale. Pubblica e privata. In un post di fb – a margine di un articolo sulla sanità di qualche tempo fa su Sora24, il dottor Gianfranco Lilla, nostro attento lettore e ottimo professionista, ha avvertito sui pericoli che può correre l’ospedale di Sora in ossequio ai nuovi tagli sulla sanità varati dal Governo Monti. Anche il quotidiano l’Inchiesta ha messo in guardia l’opinione pubblica sulla concreta possibilità di ulteriori tagli che in nome della spending review si potrebbero abbattere sia sul SS Trinità di Sora che sull’ospedale di Cassino. Bene fa il direttore del quotidiano l’Inchiesta Stefano Di Scanno a tenere alta l’attenzione sulla sanità pubblica. Ciò che invece mi preoccupa  – hic et nunc – è però anche la sanità privata. A Sora abbiamo la clinica privata Villa Gioia, a Isola del Liri la casa di cura Santa Teresa. Sono due strutture attrezzate e convenzionate. A mio avviso strategicamente importanti sul territorio perchè decongestionano il già affollato SS Trinità che, non lo dimentichiamo mai, serve un’utenza di oltre 50mila persone dopo i ridimensionamenti obtorto collo dei vari ospedali di Atina, Arpino, Isola del Liri.

Ora in questa settimana ho parlato al telefono prima con il dottor Pierino Serafini. Io ero a Roma a lavoro. Anche lui nella Capitale ha seguito col fiato in gola la Conferenza Stato-Regione per capire il destino di Villa Gioia. Il nodo da sciogliere preservare le convenzioni per il prossimo anno. “Se ce le tolgono chiudiamo”, mi aveva avvertito secco Serafini. Il direttore sanitario di Villa Gioia poi l’ho risentito a fine giornata. “Le convenzioni sono salve ma ci tagliano il budget, vediamo di quanto”. Tradotto: dipendenti nei guai ed  una lenta morte. Sono venuto a sapere ieri che Villa Gioia avrà 300mila euro circa in meno di budget, un taglio che mette a rischio in primis  i lavoratori già in cassa integrazione. Nove di loro sono in esubero. Le loro famiglie e non solo, dopo anni di lavoro e sacrifici, hanno paura di fare la fine dei colleghi del San Raffaele di Cassino. Non ci dormono la notte, in molti hanno il mutuo di casa da pagare. Non lo trovo umanamente giusto.

Ieri, sabato sera, sull’argomento, ho sentito anche il dottor Fabio Miacci. Quest’ultimo dirige la casa di cura privata Santa Teresa di Isola del Liri e non ha avuto peli sulla lingua. Miacci  mi ha detto: “Hai sentito quello che è successo al San Raffaele? Chiude tra 15 giorni. Se continuano così, con questi tagli, dovrò chiudere anch’io”. Poi il suo j’accuse al governo. “Continuano a tagliare sulla sanità privata – spiega il dottor Miacci – perché in realtà noi siamo dei clienti unici: ci pagano quando vogliono, ci fanno saldare dalle banche, lo Stato ci fa pagare le tasse su quello che dobbiamo avere e gli regaliamo pure degli extra budget notevoli! A tutto questo aggiungiamo che non ci hanno mai dato una lira di aumento, ma continuano a tagliare sul budget. Quest’anno lo hanno fatto addirittura in maniera retroattiva, con un taglio dell’8 per cento. E’ illegale, andremo per vie legali”. “La sanità pubblica – continua Miacci – non per colpa di chi ci lavora, ma per via di chi la governa, ha sprechi veramente eccessivi. Perciò è  inutile cercare di risparmiare sul privato. Così si tagliano i più deboli, senza valutare le conseguenze che ne derivano”. Le conseguenze ve le dico io: sono sulla pelle dei lavoratori delle cliniche private come Villa Gioia e Santa Teresa e sulla nostra salute. Perciò – ogni giorno che passa – sono sempre più incazzato. Pessimista ma battagliero. Facciamo perciò attenzione che –  mentre paghiamo tasse da record mondiale – piano, piano, pezzo a pezzo, ci stanno portando via sia la sanità che il lavoro. State attenti a non ammalarvi, non fatevi male. Non ce lo possiamo più permettere.

Il direttore responsabile di Sora24 -SACHA SIROLLI

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