8 aprile 2012 redazione@sora24.it
LETTO 766 VOLTE

Nona edizione di “Lazio e Sabina”: la Media Valle del Liri oggetto di interessanti comunicazioni scientifiche

L’incontro di studi organizzato dalla Soprintendenza per i BB. AA. del Lazio, dal titolo “Lazio e Sabina”, giunto alla sua nona edizione, ha visto il territorio della Media Valle del Liri, il 29 marzo, oggetto di interessanti comunicazioni scientifiche. Vorremmo qui soffermarci, tuttavia, su uno in particolare, quello presentato dalla prof.ssa Francesca Romana Stasolla, della cattedra di Archeologia Medioevale dell’Università di Roma “La Sapienza”, la quale ha reso noti i risultati preliminari della prima campagna di scavo svolta sul colle di S. Pancrazio, in comune di  Campoli Appennino, nell’estate dello scorso anno.

Dal 2007 il Gruppo Archeologico Medio Liri ha trovato nell’Amministrazione di Campoli un interlocutore attento e disponibile che ha fornito ai soci una sede in cui operare, ottenendo in cambio che l’attività del Gruppo si concentrasse, anche se non in maniera esclusiva, sul territorio comunale. Uno dei siti archeologici che destarono, da subito, interesse fu proprio quello adiacente alla chiesa dedicata a S. Pancrazio, già nota a studiosi e storici locali per la presenza di una coppia di avelli scavati nel banco di roccia: la costanza del Gruppo nel cercare il contatto con la Soprintendenza competente ha condotto ad un  accordo con la medesima, per la ricognizione e ripulitura del sito. Queste operazioni hanno evidenziato la presenza sul luogo di numerosi frammenti fittili e di alcune monete che, sottoposti all’attenzione della prof.ssa Stasolla, sono stati giudicati di notevole interesse scientifico. Il successivo impegno dei soci del G.A.M.L. è stato quello di favorire in ogni modo i contatti tra Università e Amministrazione comunale, la quale si è dimostrata sensibile ed entusiasta all’idea di uno scavo archeologico teso a conoscere e meglio valorizzare il proprio territorio, tanto da impegnarsi economicamente perché il progetto potesse attuarsi.

Nella scorsa primavera, con i soci del G.A.M.L. a fare da guida, sono dunque iniziate le ricognizioni preliminari che hanno consentito di censire diverse sopravvivenze di epoca medievale: alcuni mulini, risalenti al XII-XIV sec.; due torrette di XII-XIII sec., con finalità difensive e di controllo della viabilità, e una chiesa rupestre (XII-XIII sec.).

Lo scavo intrapreso nel mese di giugno nella zona antistante la chiesa di S. Pancrazio ha permesso di individuare le tracce di una sistemazione artificiale del banco di roccia per assecondare le pendenze naturali e una serie di buche di palo destinate a sostenere una capanna, con un’estremità sicuramente semicircolare, da mettere in relazione con un insediamento di tipo stabile. Ulteriore conferma di una stabilità di lungo periodo sono le due tombe finora poste in luce: entrambe sconvolte già in antico, hanno comunque restituito la prima, i resti di due individui, la seconda di otto. Si tratta di tombe a fossa con copertura a tegoloni, databili al periodo altomedievale.

Ma il rinvenimento che consente di datare con una certa accuratezza il periodo di vita cui si riferiscono i resti archeologici è costituito da ben 80 monete, la maggior parte delle quali hanno una datazione che va dal tardo impero all’epoca goto-bizantina (comunque non oltre il VI sec. d.C.). Durante tutte le operazioni i soci del G.A.M.L. hanno lavorato al fianco ed in perfetta armonia con studenti ed archeologi, contribuendo al raggiungimento dei risultati ottenuti. Le intenzioni sono di proseguire le indagini anche nell’estate di quest’anno, al fine di allargare l’area d’indagine e chiarire i molti interrogativi che ancora permangono.

Lo scavo di S. Pancrazio costituisce un caso da prendere ad esempio di come il volontariato sia (e debba essere sempre più) una risorsa per il territorio in cui opera, e di come una Amministrazione attenta possa giovarsi del contributo delle associazioni per tutelare e valorizzare il proprio territorio, senza prescindere dalla necessaria sinergia con Soprintendenza ed Università, nel più assoluto rispetto di ruoli e competenze di ciascuno. La sensazione è che siano ancora tanti gli aspetti, ancora poco noti, della storia del nostro bel territorio che devono essere visti nella loro giusta luce, per poter fornire, anche, nuove occasioni di sviluppo ed occupazione. Le risorse, economiche ed umane, non sono più molte: guardiamoci intorno e cerchiamo di sfruttare al meglio ciò di cui disponiamo, senza pregiudizi e preconcetti.

Mike Di Ruscio – Sora24

Commenti

wpDiscuz
Menu