17 giugno 2011 redazione@sora24.it
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Okay – Low Road (Absolutely Kosher, 2005-USA) / (RuminanCe, 2006-Europe)

Low Road è la prima parte di un doppio lavoro realizzato da Marty Anderson (già cantante dei Dilute e collaboratore di Kenseth Thibideau sotto la sigla Howard Hello) che per l’occasione – dopo numerose registrazioni sotto lo pseudonimo di Jacques Kopstein – sceglie di chiamarsi Okay. Originario di Fremont, California, Marty è un ragazzo dalle indiscutibili capacità creative in grado di comporre e arrangiare un disco completamente da solo, complice (purtroppo) un disturbo cronico allo stomaco che lo costringe, quasi tutti i giorni, a rimanere chiuso nella casa-studio dei genitori attaccato a una flebo.

httpv://www.youtube.com/watch?v=1IRBp3lKGd0

A dire il vero, però, proprio solo non è perché a dargli una mano c’è anche il vecchio amico Jay Pellicci, ingegnere del suono che contribuisce alla riuscita di questo appassionante album di canzoncine indie pop. Un miscuglio di tastiere, chitarre, batterie sintetizzate, brusii e strepiti di fondo dall’effetto malinconico e allo stesso tempo elettrizzante come Holy War, sospesa tra leggerezze acustiche e sregolatezze rumoristiche, e Replace il cui attacco potrebbe ricordare, vagamente, qualcosa dei Velvet Underground & Nico. Un CD pieno di spunti e di riferimenti (Neil YoungMercury RevDaniel JohnstonThe Decemberists Pavement i primi che vengono in mente) che mostra il talento del giovane cantautore americano quasi alla maniera di BeckDylan. Ad ogni modo siamo decisamente lontani da qualsiasi stretto accostamento stilistico-musicale, anche perché il Nostro è un personaggio dalla voce davvero singolare, quasi aliena. Low Road, nonostante le armonie vivaci e festose di HootDevil, il dinamismo pop rock di Now e l’attitudine “post-rock” di Roman e il piglio dark/wave di We, è un album che buca la pelle, con canzoni che hanno un effetto dolce e poetico come per esempio OhBullseye, brani che struggono il cuore e che lasciano un nodo in gola. Un disco da mettere assolutamente sotto l’albero di Natale.

Luca D’Ambrosio — www.musicletter.it/lucadambrosio

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