5 agosto 2014 redazione@sora24.it
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Ospedale SS. Trinità: 5 passi per raggiungere 3 obiettivi

Ecco cosa fare per ridare slancio al nosocomio ubicato a Sora, al servizio di 27 Comuni

Non si placa la protesta civile del Comitato Art. 32 riguardante la situazione dell’ospedale SS. Trinità di Sora e di altri 26 Comuni del Distretto Sanitario C. Di seguito il testo dell’ultima lettera inviata al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti ed a tutto il consiglio regionale.

«Alla luce e degli ultimi sviluppi relativi alla sanità ed in particolare dell’adozione del piano operativo triennale, il Comitato Civico Art. 32, sottolinea con sdegno il mancato accoglimento della richiesta di riconoscimento dell’ospedale “Ss. Trinità” quale D.E.A. di 1° livello nonché della richiesta di dimissioni del Direttore Generale dell’A.S.L. di Frosinone. Fermo restando che tali richieste restano sempre valide, si prende atto con grande rammarico del mancato recepimento da parte delle istituzioni regionali delle richieste provenienti dal territorio.

L’attuale Giunta regionale ha dimostrato di non essere sensibile alle richieste di buon senso che, senza aggravi economici al bilancio regionale, avrebbero portato a migliorare la difficile realtà della sanità pubblica sia nella provincia che nel distretto C dell’A.S.L.. Il presidente Zingaretti si è limitato a fare delle promesse.…. ma per la loro realizzazione tutto tace! Si è di fronte ad una grave miopia da parte della politica, nonostante sia evidente a chiunque che per salvare la sanità pubblica gli obiettivi da perseguire sono:

  • l’abolizione delle macro-aree e gli effetti negativi da esse prodotti (e non la loro sostituzione con altri tipi di aree vaste, macro A.S.L.);
  • applicazione delle deroghe per le assunzioni su base territoriale;
  • revisione completa del “piano di rientro” che tenga conto dei reali elementi di spreco presenti.

Per raggiungere gli scopi indicati, appare doveroso elencare – anche a chi non li vuole vedere – i primi passi da seguire per raggiungere gli obiettivi di cui sopra:

  1. Ristabilire l’autonomia delle A.S.L.;
  2. Evitare in modo assoluto di ridurre le Unità Operative Complesse e quelle Semplici. A tal proposito, si suggerisce di bilanciare quelle ospedaliere con quelle territoriali;
  3. Ove possibile accentrare presso le strutture ospedaliere gli ambulatori specialistici delle strutture territoriali. Questa misura permetterebbe una riduzione dei costi e sarebbe di grande ausilio agli ospedali;
  4. Procedere all’emissione di bandi di concorso per l’assunzione di primari per i seguenti reparti degli ospedali provinciali: Chirurgia, Ostetricia, Medicina ed anche per le direzioni sanitarie;
  5. Avviare delle convenzioni con le Università e gli ospedali provinciali, che a costo zero, permetterebbero di far affluire un discreto numero di personale sanitario.»

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