29 giugno 2014 redazione@sora24.it
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Ospedale SS. Trinità, Di Stefano suona la carica: «La lotta è appena iniziata»

Penso che sia chiaro, ormai, che l’incontro dello scorso lunedì con il governatore Zingaretti, per quanto necessario e positivo si sia rivelato per la nostra struttura sanitaria, non possa essere considerato risolutivo. Da quel summit, va detto, con chiarezza, era lecito attendersi di più, visto che le principali emergenze del ‘SS. Trinità’, come appare evidente, sono ancora tutte sul tappeto e più gravi che mai.

Al problema del preparto di Ortopedia si sta aggiungendo quello del reparto di Pediatria: due fiori all’occhiello della nostra offerta sanitaria, che non possiamo vederci sottrarre da un’odiosa carenza di personale. E questo è vero tanto più se si considera che proprio ieri è andato in pensione il Dott. Rea, chirurgo storico dell’ospedale, che spero possa essere presto sostituito. Ciò che sta accadendo è inaccettabile, e le istituzioni hanno il dovere di scongiurare il rischio che i cittadini vedano leso il loro diritto alla Salute.

Ho apprezzato, l’ho dichiarato pubblicamente, l’iniziativa dei sindaci del territorio messa in atto la scorsa settimana; ho partecipato con piacere alla fiaccolata in difesa della nostra sanità e ho atteso anche io con impazienza i risultati dell’incontro con il governatore. Ora, però è necessario fare un salto di qualità: l’ospedale è ancora in pericolo, su questo non c’è dubbio. Alle parole rassicuranti si alternano, con preoccupante regolarità, eventi di segno completamente opposto: tutto ciò deve finire, poiché non possiamo vivere nella giornaliera angoscia di apprendere nuovi segnali di depotenziamento.

Per questo motivo, il mio invito è quello di proseguire nella lotta con grande determinazione, senza abbassare il livello di guardia e sperimentando nuove forme di unione, anche provinciale, tese a difendere i nostri interessi, mortificati di fronte alle esigenze sempre più dispendiose della Capitale. Soltanto se continueremo a far sentire forte la nostra voce, la speranza rimarrà accesa.

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