30 giugno 2014 redazione@sora24.it
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Ospedale SS. Trinità: lettera aperta al Presidente On. Zingaretti

Nuovo messaggio rivolto al presidente della Regione Lazio, affinché intervenga sulla questione dell'ospedale SS. Trinità e della sanità provinciale

Il nome del marinaio che rappresenta l’Ulisse arabo (Simbad), indica l’associazione di un gruppo di artisti,poeti e scrittori del territorio. In genere gli artisti partecipano con spirito isolazionista agli eventi politici , però a fronte delle enormità accadute sul territorio hanno chiesto di riunirsi e esprimere il loro parere sulla vicenda e di pubblicizzarlo scrivendole una lettera
Presidente

In una famiglia si stringe la cinta tutti o nessuno, nel Lazio, intoccabili prebende e caste, i debiti, procurati da allegre gestioni precedenti sempre di politici ,li pagano i cittadini comuni. Il Lazio paga i balzelli più alti d’Italia, che sembra non riescano a contenere il deficit e a fronte dei quali i cittadini di alcune zone non ricevono neanche una assistenza sanitaria pari alle altre, sapete la storia dei polli di Trilussa che evidentemente erano renziani, sapete Renzi, detto Matteuccio che paga gli aumenti a chi prende 1500 euro con le tasse di chi ne prende meno di 900.

Certo è una singolarità e un privilegio che pochi vantano, la Provincia di Frosinone concorre , rinunciando ai suoi diritti a mantenere gli assetti sanitari della capitale. Capirà bene che la cosa non ci soddisfa e le chiediamo di sollevarci da tale privilegio a suo tempo imposto. Per chiarezza individuiamo l’origine di tutto nelle malfamate macroaree della Polverini, che benchè anche Lei ci dica che sono state abolite, ci sono e operano perché non esiste un decreto di abrogazione.

Se abbiamo la presunzione di ritenere che vadano tolte le macroaree e si ripartiscano le risorse secondo i parametri medi, FROSINONE avrebbe risolto molti problemi e Lei potrebbe essere ricordato come un Presidente “Amico di molti ma più amico della Giustizia”. Sora e il comprensorio ha sviluppato una lotta ammirevole, una mobilitazione , che senza andare lontano, data dalla gestione Polverini e la sua gestione creativa.

Purtroppo è stato difficile trovare tutti o quasi d’accordo, ma abbiamo constatato che quando siamo uniti ci ricevete, ci illustrate, ci date ragione, ci promettete e ……………………… ci fate vittime della vostra arroganza. Ne abbiamo avuti purtroppo ripetuti esempi , uno recente che coinvolge la Manager e ora sembra sfiorino anche Lei. Bando agli scherzi, se fossero vere le notizie che circolano, sarebbe un fatto gravissimo, Responsabili ai massimi livelli, che alle legittime rimostranze dei Sindaci, dei rappresentanti di movimenti di cittadini, in presenza di Onorevoli e soprattutto del Prefetto, danno per l’ennesima volta assicurazioni e promettono attenzione concludente, finito l’incontro si affrettano a fare atti di segno contrario .

Come definire il comportamento, oggi non più ipotetico, vista la chiusura di Ortopedia e la ricollocazione del personale altrove. Se avesse subito Lei simile trattamento, come lo definirebbe:

  • Una presa in giro
  • Una derisione dei cittadini e dei loro eletti
  • Una offesa allo stato, il Prefetto rappresenta lo Stato
  • Un attacco alla democrazia
  • Un superamento dei diritti costituzionali

Ma come artisti abbiamo apprezzato “le coup de theatre” della fantomatica comunicazione che lunedi cambia tutto, abbiamo trovato i due ortopedici, che non si erano trovati prima perché non erano stati cercati, perché la volontà non sembra quella di ridare dignità al SS. Trinità e rispettare i diritti dei Ciociari. Di fronte a tali errori macroscopici noi crediamo che Lei non possa sottrarsi a varare una indagine che individui le frange impazzite del suo apparato e le metta in condizione di non nuocere.

Questo anche nel suo interesse, ricorda Totò rivolto al funzionario ottuso “io non voglio ammazzare te , ma chi ti ci tiene”, ma Totò aveva fatto il militare a Cuneo. Crediamo che Lei debba fare molto per riavere la fiducia , che un gesto arrogante e discriminatorio posto in essere con metodi bulgari, le sta facendo perdere. Noi confidiamo che Lei riconsideri tutta la faccenda e sa se “Parigi vale bene una messa” a Roma se ne dicono già tante per cui potrebbe non valerne la pena.

ABSIT INIURA VERBIS a premessa ci scusiamo se abbiamo potuto eccepire sopra le note, ricordi che Lei è dove è per volere del popolo e per il “bene” del popolo

Rodolfo Damiani
poeta

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