11 aprile 2013 redazione@sora24.it
LETTO 312 VOLTE

PAES: la replica dell’Università Cassino e Lazio Meridionale

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa emessa dall’Università degli Studi di Cassino, inerente al tema del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile approvato dal Comune di Sora ed elaborato da alcuni docenti dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e da ricercatori dell’ENEA.

Al Direttore del quotidiano Ciociaria Oggi
Al Direttore del quotidiano Sora24
e p.c. Al Sindaco del Comune di Sora
con preghiera di diffusione ad altri organi di stampa

Gentile Direttore con grande rammarico leggiamo sul suo giornale un articolo dal titolo  “Un piano incompleto” apparso domenica 31 marzo 2013. Sempre in data 30 marzo è apparso anche sul quotidiano on line Sora24 (www.sora24.it) una lettera a firma del Dottore D’Andria Maurizio, oggi non più consultabile, sul tema del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile approvato dal Comune di Sora ed elaborato da alcuni docenti dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e da ricercatori dell’ENEA.

Ci corre l’obbligo, a beneficio dei lettori e a garanzia delle Istituzioni che rappresentiamo, replicare all’abitudine di gettare discredito sui progetti che la Pubblica Amministrazione riesce a portare avanti a dispetto delle ristrettezze di risorse umane ed economiche, anche quando i fatti hanno una evidenza tale che basterebbe leggere o ascoltare prima di infangare il loro lavoro.
Nel mese di settembre 2011 il Comune di Sora ha sottoscritto il “patto dei Sindaci” che prevede la progettazione ed approvazione di un PAES, entro settembre 2012.

Nel settembre 2012 il Comune di Sora decide di sottoscrivere una convenzione con l’Università di Cassino per realizzare il PAES di Sora e chiede una proroga di 6 mesi per la sua stesura ed approvazione, ovvero fino a marzo 2013.
Pertanto, l’affermazione riportata capziosamente nell’articolo che “gli studiosi abbiano avuto più di un anno di tempo” non risponde assolutamente al vero. Anzi, va ascritto al gruppo il merito di aver compiuto il lavoro solo in sei mesi e non in un anno come previsto dal Patto dei Sindaci.

Ottenuta la proroga il gruppo di ricerca incomincia lo studio dell’inventario di Base (noto con l’acronimo IBE), parte essenziale del PAES, in cui si quantifica l’entità delle emissioni di CO2. Per la redazione di questo IBE vengono consultati circa dieci enti di statistica per il rilascio dei dati e contestualmente vengono raccolti presso la casa comunale i dati dell’energia elettrica, del gas e dei trasporti del Comune di Sora. Alla raccolta dei dati segue la delicata e complessa fase della rielaborazione.

Per la stesura dell’IBE e del PAES ci si è attenuti alle linee guida, consultabili sul sito del patto dei sindaci (www.pattodeisindaci.eu) che recitano (pag. 14, capitolo 1): «gli obiettivi principali del PAES riguardano gli edifici, le attrezzature, gli impianti e il trasporto pubblico. Il PAES include anche degli interventi relativi alla produzione locale di elettricità, generazione locale di riscaldamento/raffreddamento. Il PAES dovrebbe coprire quelle aree in cui le autorità locali possono influenzare il consumo di energia a lungo termine (come la pianificazione territoriale). Inoltre, dovrebbe incoraggiare il consumo di prodotti e servizi efficienti dal punto di vista energetico (appalti pubblici) e stimolare un cambiamento nelle modalità di consumo (lavorando con i cittadini e gli stakeholder). Al contrario, quello industriale non è uno dei settori-obiettivo chiave del Patto dei Sindaci, per cui l’autorità locale può scegliere se includere o meno degli interventi in questo settore. In ogni caso, gli impianti coperti dall’ETS (Sistema europeo per lo scambio di quote di emissione di CO2) devono essere esclusi».

La cartiera Burgo, parte essenziale del sistema industriale di Sora, è inserita nell’albo delle aziende ETS, come risulta dal sito del ministero ambiente, in applicazione della regola della razionalizzazione della decisione dell’assegnazione e rilascio delle quote di emissione agli impianti della direttiva 2003/87/CE, con assegnazione di quote (delibera n.° 20/2011 dal comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del protocollo di Kyoto, del Ministero Ambiente).

Quindi, il gruppo di lavoro non poteva inserire le quote emesse dalla cartiera Burgo nell’IBE, come è stato più volte descritto in assemblea. Peraltro, in merito al tema emissioni e qualità dell’aria, il gruppo di lavoro, in assemblea, ha più volte rappresentato la sua disponibilità ad approfondire l’argomento, pur non essendo questo il suo mandato.

Per informare i lettori, corre dunque l’obbligo di sottolineare che il gruppo di lavoro, consapevole delle finalità del Piano ha considerato nel PAES di SORA tutti i settori relativi al consumo energetico finale in edifici, attrezzature/impianti e anche le piccole industrie, sebbene settore-obbiettivo non chiave. In riferimento a quest’ultimo settore, ovvero alle industrie, si ribadisce, come più volte fatto in assemblea, che sono state inserite solo quelle non EU-ETS ovvero quelle che non scambiano quote di emissione.
Pertanto il report elaborato dagli studiosi ha tenuto conto di tutti i settori compreso il settore commerciale, il terziario avanzato, le aziende artigiane e la piccola industria ma non quella EU-ETS, come si può facilmente evincere dal documento consultabile sempre sul sito del patto dei sindaci, approvato dal Consiglio Comunale e condiviso con gli Stakeholder.

Nell’articolo si minaccia di scrivere all’Europa. Gli scriventi sarebbero ben lieti se lo si facesse perché lo scrivente sarebbe qualificato come persona ignorante degli obiettivi e delle finalità del Patto dei Sindaci che «si incentra su interventi di livello locale nell’ambito delle competenze dell’autorità locale».

Sulla qualità scientifica del prodotto elaborato dal gruppo di ricerca sarà l’Europa a giudicare, mentre sulle singole azioni, cosa assai importante per migliorare la qualità della vita dei residenti, saranno i cittadini stessi e le istituzioni. Invitiamo, comunque, tutti i lettori a consultare il documento e gli altri inerenti i PAES di altri comuni italiani ed europei, anche per approfondire in senso positivo e propositivo quanto dovrà essere fatto per consumare meno energia, per spendere meno per i consumi energetici, per migliorare la qualità dell’aria riducendo le emissioni di anidride carbonica ai siti di cui sopra per valutarne la validità e non lasciarsi condizionare da alcune inopportune, infondate e inqualificabili calunnie.

In questa sede ci limitiamo semplicemente e in modo schematico, come la sede richiede, a riferire di alcuni dati che sintetizzano i risultati raggiunti che non sono affatto parziali e incompleti ma scientificamente validi e rispondenti in pieno agli obiettivi e alle finalità del PAES, il primo prodotto nella Provincia di Frosinone, merito da ascrivere anche alla sensibilità degli amministratori comunali, in particolare del Sindaco Tersigni e dell’Assessore D’Orazio.

Nel 2010, anno di riferimento scelto, i consumi finali di energia relativi alle categorie degli edifici, impianti, industrie e trasporti del Comune di Sora sono stati pari a 356578,20 MWh. L’emissione di CO2 corrispondente è stata pari a 99866.48 t. Il consumo energetico pro capite nell’anno di riferimento (2010) è stato pari a ca. 13,41 MWh, mentre le emissioni pro capite di CO2 si attestano a 3,75 t.

L’analisi IBE effettuata nel Comune di Sora ha messo in evidenza che il settore che consuma maggiori quantità di energia e quindi più inquinante è rappresentato dai trasporti privati e commerciali (57%) seguito dagli edifici residenziali (29%) e in misura minore dagli edifici e attrezzature di impianti terziari non comunali (10%) mentre la restante percentuale non quantitativamente rilevante, si compone delle rimanenti voci che afferiscono alla illuminazione pubblica, al parco auto comunale, ai trasporti pubblici e industrie (escluse ETS).

Questo status quo ha portato a ponderare delle azioni per l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica dai settori afferenti agli edifici, attrezzature e impianti e ai trasporti nella misura rispettivamente del 29% e del 24%. Seguiranno i restanti settori nella misura del 19% di riduzione di CO2 dalle azioni dedicate al coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti interessati, 14% dalla pianificazione territoriale, 11% dalla produzione locale di elettricità e 3% dagli appalti pubblici di prodotti e servizi.
A chi scrive ricordiamo il monito del filosofo Croce che disse “SCRIVA DI MENO, LEGGA DI PIU’!”

Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

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