17 novembre 2013 redazione@sora24.it
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PIC INDOLOR – Riflessioni prima di andare a correre sul Lungofibreno (di Giacomo Iula)

Falchi falchetti vipere colombe o grillini; sostenitori o avversari di quel sindaco toscano che (dicono) mi somiglia; scelte civiche o incivili; fratelli cugini o nonni d’Italia; sinistra all’inglese o destra più di centro; ect ect ect. Il dibattito politico romano e nazionale di questi ultimi mesi, con strascichi anche a livello locale, mi suscita la stessa emozione di una pic indolor; stiamo assistendo ad un teatrino della politica triste, penoso ed, a tratti, insopportabile. Tutto questo mentre la nostra provincia sembra essere under attack; a partire dall’incredibile vicenda dei possibili rifiuti tossici interrati e nascosti, passando per l’abbandono e la fuga dello Stato centrale dal nostro comprensorio (con scelte scellerate di ridimensionamento e/o chiusure di istituzioni e servizi pubblici) cui si aggiunge lo stato di vero e proprio isolamento in cui stiamo rischiando di cadere a causa dei disagi (seppur, speriamo!, provvisori) su due (ferrovia Roccasecca Avezzano e casello autostradale di Ferentino) delle tre direttive principali di viabilità del comprensorio medesimo; finendo, si fa per dire, al dramma di una cavalcante disoccupazione non solo giovanile che sta provocando quella che molti definiscono la nuova peste di questo millenio, vale a dire una depressione diffusa e per certi versi contagiosa.

Ed allora alle domande “stai con Angelino o Silvio, che ne pensi di Renzi?, lo rifate questo grande Centro?”, rispondo che tutto questo non mi appassiona più e non mi emoziona per niente. Mi agita al contrario, nel vero senso della parola, la telefonata (una delle decine al giorno) di ieri sera del over cinquantenne che non può pagare, fra l’altro, le bollette delle utenze, che vuole lavorare, fare qualsiasi cosa e a cui non si riesce maledettamente a dare una risposta. Mi turba, e non poco, il messaggio di un giovane papà alle prese con il dramma di una brutta malattia che ha colpito la moglie e che è preoccupato per questa storia dei rifiuti tossici; mi appassionano le segnalazioni quasi “rassegnate” delle decine di pendolari che, “costretti e stipati” in mezzi degni di alcuni paesi sudamericani degli anni 70 e 80, in questi giorni sono ripiombati nell’incubo della Monte Lepini, togliendo alla propria vita e ai propri affetti almeno un’altra ora e mezza di tempo al giorno. Su questi temi, veri, reali, che toccano la mente il cuore e la pancia di ciascuno di noi, mi appassiono e continuerò a fare politica solo fino a quando mi appassioneranno; il resto è maledettamente noia e perdita di tempo.

Per quanto riguarda, infine, la nostra città, voglio ribadire sinteticamente quello che ho detto già in tante altre occasioni; solo se si supereranno ataviche divisioni e antistoriche invidie personali e famigliari si potrà iniziare un percorso attraverso il quale Sora torni ad essere un punto di riferimento fermo per tutto il comprensorio, pensando anche ad una nuova classe dirigente e politica che lotti con energia e idee fresche contri i “predatori di speranza”. Perchè di questo abbiamo vitale bisogno: di SPERARE che, con l’impegno e la passione di ciascuno di noi, il futuro possa essere diverso e migliore.

Giacomo Iula

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