18 novembre 2014 redazione@sora24.it
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«Possono mandare anche Veronesi ad operare a Sora». Dura nota del Comitato Art. 32

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma del Comitato Articolo 32.

«La strada che porta alla Sede della Provincia di Frosinone è divenuta come la via di Damasco, molti folgorati come San Paolo e la sala assembleare del palazzo della provincia come la tenda di Isacco con qualche Esaù in attesa di un improbabile piatto di lenticchie. Constatato il disinteresse con cui molti sindaci si sono approcciati all’Atto Aziendale, ha fatto sensazione constatare che altri che avevano duramente contestato il piano sanitario al momento della verità hanno fatto una conversione a 360 gradi e hanno avallato la definitiva marginalizzazione della sanità provinciale.

La giustificazione imbarazzata di alcuni è un pannicello caldo su una gamba di legno: “la Manager ha promesso che….. la Manager inserirà che……… la Manager proporrà che………”. Che Brava! Ora ci da tutto quello che ci ha negato? Tutte promesse che hanno due punti deboli: il primo, la politica dei due tempi, “oggi noi cittadiniti avalliamo le tue idee, domani tu proporrai quello che ci interessa”; l’altro, quelli recepiti dalla Manager non sono impegni a fare, perché solo la Regione può decidere, sono promesse e credo che abbiamo abbastanza esperienza delle promesse della ASL di Frosinone.

I punti di forza vantati delle presunte positività sono due: il primo è la promessa che a fine 2015, se le condizioni lo permetteranno, Frosinone potrà chiedere il DEA di secondo livello; l’altro è il millantato polo oncologico per Sora. A titolo di cronaca, da più parti si mormora che Frosinone non abbia neanche il I livello, è certo però che sia Marrazzo che Polverini concessero a Frosinone il Dea di secondo livello, ma non è mai stato realizzato, per cui la Manager con grande abilità promette ciò che non è nella sua disponibilità e non applica atti dirimenti.

In tutta questa vicenda abbiamo visto l’uso cinico del cavillo verbale e il giuoco delle promesse, fatte e smentite, e il tentativo di apparire come punto di riferimento dei sindaci. Questa affermazione non inganna nessuno, 51 sindaci assenti, gli altri divisi e alcuni convinti al si alla luce di equilibri politici, legati a recenti nomine, come viene stigmatizzato da più fonti. Se questo è il quadro, chi ha condiviso e avallato l’Atto, ha scelto.

I ciociari debbono rinunciare a 600 posti letto; servono a Roma. I ciociari non essendo risolto il problema del comporto di personale, non possono sperare in incrementi di prestazioni e miglioramenti organizzativi. Le UOC coperte da primari non supereranno la metà fino a che non si bandiranno i concorsi Case della Salute, belle parole e promesse futuribili con i medici che contestano l’accordo. Alatri medicheria di Frosinone. L’altro punto, il polo oncologico di Sora, è un ballon d’essai, il polo oncologico prevede tutte le cose che sono state tolte a Sora e molte altre di cui nessuno parla. Non basta scrivere Polo Oncologico, e questo era stato scritto sui giornali e negli incontri con la Manager, presenti i sindaci del Distretto “C”.

Possono mandare anche VERONESI ad operare a Sora, poi mancano PET, RNM, la TAC, che funziona a scartamento ridotto, la Farmacia eliminata, analisi inviate a casa del diavolo, Centro Trasfusionale perso: questa non è una ASL, è una agenzia turistica per prestazioni e per forniture. Comunque è stato firmato l’accordo per l’eliminazione delle code, tutti penseremmo ad aumenti di organico, di strumenti, orari lunghi, finalmente un uso razionale dei mezzi, con benefici anche economici sugli ammortamenti e magari qualche disoccupato chiamato al lavoro; niente di tutto questo, saranno i privati a coprire le carenze. Anche noi siamo stati folgorati sulla via della ASL, nei corridoi dei nostri ospedali si mormora che si è indebolita la struttura pubblica per coinvolgere il privato.

Il Comitato art. 32, si dissocia dalle scelte dei sindaci, che hanno operato dimenticando i rapporti con i cittadini, riafferma la necessità di continuare la lotta alzando il livello dello scontro. Si complimenta con il Sindaco Morini, unico fra i primi cittadini, nel cui territorio c’è l’ospedale, che con coerenza ha rigettato proposte incestuose. Si complimenta, per il distretto “C”, con i sindaci di Casalattico e Pescosolido, Benedetti e Cioffi, per la coerenza, la trasparenza e la lealtà dei comportamenti.

Quando attenderanno ore al Pronto Soccorso, quando dovranno girare per il Lazio per un ricovero, quando non avranno prestazioni in tempi congrui, i cittadini debbono ricordare chi ha avallato lo sfascio della sanità provinciale, alcuni sindaci in primis, e i responsabili della Sanità Regionale. Se qualche sindaco ha disertato la lotta, magari sono gli stessi che ci hanno regalato il giuoco di prestigio dell’ATO 5, non siamo noi i perdenti ma loro che hanno abdicato a rappresentare con coraggio e trasparenza i cittadini».

LA LOTTA CONTINUA

Comitato Art.32 Distretto C

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