lunedì 19 dicembre 2011 redazione@sora24.it

Presentato “Le chiese della Natività a Sora” di Alessandra Tanzilli

Sabato 17 Dicembre 2011, si è svolta nella sala “S. Tommaso D’Aquino” del Vescovato di Sora, la presentazione del libro “Le chiese della Natività a Sora” la nuova fatica della Prof.ssa Alessandra Tanzilli. Al tavolo dei relatori, oltre alla autrice, vi erano il Parroco della Cattedrale Mons. Alfredo Di Stefano e il Prof. Luigi Gulia, la serata è stata presentata dall’Avv. Rosalia Bono vice Presidente dell’Associazione “Sora in Movimento” che ha portato i saluti dell’associazione e del presidente Alberto La Rocca.

L’opuscolo interamente patrocinato dall’Associazione, come ha spiegato l’Avv. Rosalia Bono introducendo il convegno, è il primo tentativo di avere raccolti insieme i riferimenti bibliografici della storia e dell’arte delle chiese di Sora, ovvero (la cattedrale di Santa Maria Assunta, la chiesa di Santa Restituta, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Francesco D’Assisi, la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, la chiesa di Santo Spirito, la chiesa di San Rocco, la chiesa di San Silvestro, la chiesa di San Giovanni Battista, la cappella della Madonna di Costantinopoli, la chiesa di Santa Maria Porta del Cielo) un lavoro non esaustivo che avrà un seguito nelle intenzioni del direttivo dell’associazione che si è prefissa fra gli scopi statutari, la promozione del territorio attraverso la cultura.

Nel libro, come è possibile leggere nella prefazione dell’autrice: ” Le chiese di Sora – una cittadina che già nel XII secolo contava almeno otto edifici religiosi e alcuni monasteri fuori e dentro la cerchia muraria – rivelano tesori piccoli e grandi, tutti della medesima importanza e nobiltà; da sempre ne sono custodi attenti e infaticabili, baluardo di civiltà contro la barbarie materiale e spirituale, i vescovi e i parroci della nostra Diocesi, a cui dedico questo lavoro: senza la loro preziosa opera non avremmo la conservazione di strutture templari romane e medioevali, la sontuosa varietà figurativa e architettonica del’ 600 e del’ 700 nel rinnovato clima della Controriforma, le umili e suggestive cappelle rurali, la tradizione di un’antica e sentita religiosità popolare, le chiese edificate grazie al “concorso de’ buoni”, il rigore del neogotico diffuso anche nei paesi vicini e, infine, i restauri e la cura di sempre”.

E’ stato cosi per il passato, speriamo lo sia anche per il futuro.

Mike Di Ruscio – Sora24

Commenti

wpDiscuz
Menu