10 aprile 2013 redazione@sora24.it
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Prima di andare a riposare vicino a via Marsicana… (di Lorenzo Mascolo)

Da Settembre 2010 a Marzo 2011, tentai (invano) di promuovere l’idea del candidato unico e condiviso da tutto il centro-destra per la carica di sindaco di Sora. Per fortuna di tale fazione, la parte opposta, alias centro-sinistra, scelse di frazionare ulteriormente quella che rappresentava già una minoranza numerica in città, condannandola, di fatto, alla sconfitta. Al ballottaggio, quindi, andarono Tersigni e Di Stefano, e alla fine la spuntò il primo.

Recentemente, da Settembre 2012 a Gennaio 2013, a seguito dello scandalo che ha portato alla caduta del governo Polverini in Regione Lazio, un evento che a sua volta ha reso necessarie nuove elezioni per La Pisana, siamo stati in molti a chiedere ripetutamente di concentrare i voti su un candidato locale condiviso, da una parte e dall’altra; anche in questo caso, però, la proposta non è stata accolta. Difatti, sebbene i risultati abbiano premiato, con 6mila preferenze su 10mila totali, due candidati di Sora, la stessa Sora per la terza volta consecutiva non ha eletto un suo rappresentante in Regione.

Stamane rileggendo il botta e risposta tra Tersigni e Di Stefano sul tribunale, ho notato che nei due testi si presta attenzione a non alzare troppo i toni del dibatttito (leggi Di Stefanoleggi Tersigni); forse è arrivato il tempo di fare la somma degli addendi: E+E=2E. Un’operazione simile, guarda caso, sta prendendo forma anche a livello nazionale tra Berlusconi e Bersani: B+B=2B. Sarà forse la primavera? Chissà. Scherzi a parte, se davvero la politica italiana, sia a livello locale che nazionale, ha deciso di intraprendere la via delle larghe intese, vuol dire che siamo davvero vicinissimi…al baratro. E che tutte le quisquilie, le pinzallacchere cui i politici sono dannatamente affezionati, vanno riposte nell’armadio, almeno per un po’.

Anche quelle delle comunali sorane del 2011: “Distruggeremo la famiglia…”, “Ognuno ha il fratello che merita…”, e via dicendo. Queste frasi resteranno stampate nella mia mente finché vivrò, perché quando vennero pronunciate mi fecero male. In quei momenti pensavo: perché fanno così? In fondo sono Sorani tutti e due! Benedetta la mia ingenuità, perché mi fa amare profondamente e senza compromessi questa città. Anch’io ho la mia lista nera, chi non ne ha almeno una a Sora e nel resto del mondo? La competizione è il sale della vita, non v’è dubbio; ma quando si trasforma in odio pubblico, essa diventa devastante e può anche distruggere un popolo.

Orbene, è arrivato il tempo della concordia? “Fuss’ pur’ ora”, diciamo a Sora. Se davvero è arrivato, ne approfitto per concludere con un appello. Il prossimo 7 Luglio compirò, Se Dio vorrà, 37 anni: calcolando che in media un uomo dei nostri tempi ne vive circa 75, mancano sì e no una trentina di primavere, non so quante vissute con lucidità, prima che il mio percorso terreno arrivi al capolinea. Dunque, visto che il tempo stringe, prima di andare a riposare vicino a via Marsicana vorrei vedere un po’ di amore vero per Sora da parte della politica sorana. Sarebbe bello, ad esempio, spirare nella consapevolezza che in questa città ci sia lavoro e salario per tutti.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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