18 gennaio 2013 redazione@sora24.it
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Protezione Civile, Ares 118, medici e infermieri del SS Trinità: angeli tra la neve

Tante volte leggo feroci critiche sulla protezione civile. Ognuno è libero di avere la sua opinione per carità, ma anch’io mi sono fatto la mia idea. E la riporto in questo spazio perchè ieri sera, mentre nevicava, ho visto salare la ripida salita d’accesso all’ospedale di Sora da un mezzo della Protezione Civile. “Poveri ragazzi”, mi ha detto mia moglie mentre scendevamo in macchina prima sul discesone mentre fuori soffiava il vento e faceva la bufera. Stamani stessa scena. I volontari sorani sempre lì al lavoro. Per pulire la rampa d’accesso al SS Trinità, spalare l’ingresso dell’ospedale e salare la strada che conduce al pronto soccorso. Io dico grazie a questi ragazzi perchè hanno permesso a operatori dell’ospedale, medici, infermieri, pazienti e familiari di non rimanere isolati a causa della neve.

Come meritano una parola di affetto chi lavora al SS Trinità e l’anno scorso a febbraio si è fatto a piedi un chilometro in salita, tra ghiaccio e neve, della ripida rampa dell’ospedale per andare a fare il proprio dovere. Anche oggi queste persone erano al loro posto. La medaglia non gliela darà nessuno. Anzi qualcuno dirà: “E’ il loro mestiere”, ma io ho nel cuore chi oggi è uscito con l’ambulanza dell’Ares 118, magari per un codice rosso, e – nonostante il maltempo, le strade ghiacciate e la bufera – ha fatto il suo mestiere.

Sacha Sirolli

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