10 aprile 2015 redazione@sora24.it
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Qual è la situazione della Sanità in Ciociaria? Rodolfo Damiani ce la spiega

Il vocabolo “RIVOLUZIONE” ha un fascino particolare e lo fanno proprio tutti quelli che non hanno proposte dai contenuti innovativi e che rappresentano una rottura con il passato. Non possiamo non convenire che troppo spesso invece di una rivoluzione necessaria riusciamo solo a creare confusione. Pensate con quello che sta succedendo con l’acqua e la sanità, gestita fra chiacchiere, illazioni, false promesse, carta vince e carte perde, smentite e precisazioni, malati che fuggono lontano dagli ospedali, modello Zingaretti e amministrati dalla Mastrobuono.

Se si richiedessero doti di attori consumati, il duo sarebbe insuperabile, ma purtroppo la materia che loro trattano ha immediati riscontri pratici e si sa che la sanità ha “i tempi lunghi e le lettighe occupate”. In tutte le attività, la cosa peggiore è quando un evento si ripete con continuità, per cui nella sua singolare negatività diviene “normale” e non è fonte di emergenza ad ogni suo accadimento e non provoca più una qualche reazione. Diviene un dato di fatto, un corollario sufficiente e direi necessario.

La Asl di Frosinone ha subito un esproprio collettivo storico: sette ospedali chiusi; circa 700 posti letto in meno; assunzione di personale nuovo, non abbiamo ricordo; investimenti in conto capitale (cioè nuovi macchinari) l’ultima spesa consistente è l’oggetto misterioso custodito gelosamente a Sora e di cui si sta perdendo la memoria, come dei soldi buttati inutilmente per acquistarlo, udite, udite in Cina, i cui prodotti medicali elettronucleari non sono fra i più noti; mobilità verso province o regioni limitrofe di tale portata, che solo a leggerne il dato ci sarebbe da mettere sotto inchiesta l’intera filiera diagnostica; attribuzione dei DEA ad usum Delphini (a favorire chi è cara al potere).

Firmato il DISCRIMINATORIO Atto Aziendale, nel più assoluto disinteresse di numerosi Sindaci, con la compiacenza di alcuni esponenti politici, che tengono più ai loro vantaggi romani che alle condizioni sanitarie di chi li ha eletti, tutti i giorni, le cronache dei giornali riportano articoli esegetici degli sviluppi della sanità del nostro territorio.

Lo spartito è sempre lo stesso Hospice ad Isola del Liri, Casa della Salute ad Atina, travolgente attività della Casa della Salute di Pontecorvo, la creazione di alcune prestazioni indicate in lingua straniera o con sigle misteriose (mio nonno diceva “quanno l’arciprete comincia con il latino te frega e te ce fa sta”), cose dette e ridette, annunciate e non si capisce mai bene fino a che punto attivate.

Di fronte a questo quadro, i cittadini non sono convinti che siano tutte mezze verità, ma che tali traguardi poco hanno a che vedere con i loro bisogni reali ed immediati, riscontrabili e dimostrabili:

  • I RITARDI NELLE LISTE DI ATTESA
  • LA GHETTIZZAZIONE DEI PRONTO SOCCORSO

Ci piacerebbe confutare la rabbia dei cittadini, ma purtroppo le liste di attesa sembra abbiano tratto poco beneficio anche dalla vantata immissione di risorse (un esempio per tutte, un fundus oculi oltre 4 mesi di attesa). Forse qualcuno non ha capito che le prestazioni diagnostiche non vanno fatte invecchiare come il buon vino.

Per i Pronto Soccorso, tutti i giorni sono drammatici, l’intervento dei Carabinieri è spesso l’unica soluzione possibile, risse, incomprensioni, rancori, sono il risultato di un personale esaurito da turni stressanti, dal dover svolgere le proprie mansioni nella incomprensione dei pazienti, dalle gravose responsabilità del ruolo e dalla scarsa attenzione con cui si affronta il problema, la cui soluzione sta nell’adeguamento degli organici e nella riorganizzazione del rapporto operativo fra struttura di prima accoglienza e struttura di degenza.

Comunque io penso che una spiegazione deve essere data, a chiarimento, sulla localizzazione, la dotazione di servizi, di apparecchiature e di personale, altrimenti la situazione da tragica scadrebbe nel comico, alla Totò, un confronto tra sordi, chi millanta tutto e di più e chi non trova il minimo necessario.

O si vuole sperimentare “il riso fa il sangue buono” COME CURA, sarà vero o anche questo è taroccato.
Comunque state saldi
NO PASERAN NON PRAEVALEBUNT

Rodolfo Damiani

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