6 aprile 2013 redazione@sora24.it
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Quanto è difficile essere cristiani in questo mondo di caimani… (di Lorenzo Mascolo)

Romeo Dionisi, l’operaio 62enne di Civitanova Marche suicidatosi ieri con la moglie Anna Maria Sopranzi, 68 anni, aveva dei problemi economici. Il nipote Sergio Sopranzi, 47 anni, commerciante, ha dichiarato a ilmessaggero.it: “Erano disperati, mio zio doveva pagare l’Inps e non sapeva dove trovare i soldi non riusciva a darsi pace, era spaventato da quel debito che spaventava anche zia Anna che aveva convinto Romeo a mettersi in proprio e ad aprire una posizione contributiva”. Fin qui tutto tristemente “regolare”, vista la consuetudine con cui ultimamente si ripetono vicende del genere: una condizione di crisi economica diventa preoccupazione, poi disperazione, ed infine suicidio.

Nel caso di Romeo, però, c’è dell’altro. Il 62 enne pensionato marchigiano, da più di un anno, lavorava come muratore in nero per un’azienda; ma, secondo il racconto del nipote, “non era stato mai pagato”. I crediti, come riferito da Dionisi a Sopranzi, ammontavano a 10mila euro. A Romeo quei soldi servivano per andare in pari con l’Inps, non certo per andare in vacanza alle Maldive. Questa è la vergogna più grande di tale vicenda, qualora venisse confermata: il mancato pagamento del lavoro svolto dal Dionisi. Ma anche se il racconto del nipote di Romeo venisse smentito, in Italia ce ne sono comunque a bizzeffe di casi del genere, molto più infami di tanti reati per cui migliaia di poveracci si fanno la galera.

Anche a me, guarda caso, capitò di vivere indirettamente, circa 20 anni fa, un’esperienza del genere in ambito familiare: la somma negata fu di dieci milioni in lire, che negli anni ’90 erano una cifra. Purtroppo le conosciamo bene queste situazioni, noi italiani: un’impresa offre lavoro a nero, lo si accetta perché magari non c’è altro in giro, si lavora e poi al momento di riscuotere si apre la busta e dentro ci sono meno soldi, oppure la busta non c’è proprio. Il film va in replica per mesi finché il lavoratore, indebitato fin sopra i capelli, torna a casa, non sa cosa dire a moglie e figli, esce di nuovo, va a buttarsi sotto un treno e muore. Quanto è difficile essere cristiani in questo mondo di caimani…

Lorenzo Mascolo – Sora24

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