10 aprile 2015 redazione@sora24.it
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Quattro anni per la morte di Chiara Sacco, la 19enne trovata senza vita nel 2012 a Sora

La pena è stata decisa ieri dal Tribunale di Cassino.

Il 38enne indagato per la morte di Chiara Sacco è stato condannato a quattro anni di reclusione. Di seguito i dettagli della sentenza e le dichiarazioni dei familiari della vittima nell’articolo a firma di Carmela di Domenico pubblicato su Ciociaria Oggi.

«Quattro anni di reclusione. Questa la pena decisa ieri dal tribunale di Cassino nei confronti del trentottenne del Cassinate accusato di diversi episodi di spaccio e di morte come conseguenza di altri delitti. Secondo le ipotesi della Procura di Cassino, dunque, l’uomo che ieri ha patteggiato la pena avrebbe ceduto  alla ragazza la “dose fatale” che strappò Chiara Sacco, la giovane madre di Cassino, all’affetto dei suoi cari.

E subito si è fatta strada la rabbia e l’amarezza dei familiari della diciannovenne trovata (nell’ottobre del 2012 a Sora, dove si era trasferita da poco più di una settimana) in condizioni disperate subito dopo aver assunto droga. “Nessuna siringa, nessuna delle ipotesi avanzate subito dopo – precisano i familiari Chiara non era una tossica e probabilmente avrà assunto un cocktail letale. Forse senza neppure saperlo. La vita di Chiara non può di certo valere una pena di quattro anni! Nè quei pochi minuti di udienza in cui è stato celebrato il processo”.

La famiglia della diciannovenne ha voluto inoltre ringraziare i carabinieri della Compagnia di Sora – e in particolare il maresciallo e il capitano che si occuparono del caso – per la meticolosità e la solerzia dimostrata nelle indagini. Furono proprio loro, insieme ai colleghi del Norm di Cassino, ad aprire un delicato fascicolo d’indagine che portò direttamente al trentottenne poi indagato per la morte della giovane madre».

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