13 giugno 2012 redazione@sora24.it
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Recupero del Castello di SAN CASTO: il parere dello storico Eugenio Maria Beranger

Con grande piacere pubblichiamo il contributo di Eugenio Maria Beranger, ringraziandolo per la sua disponibilità, relativo alla questione “Castello di San Casto”. Va premesso, tuttavia, che il presente pezzo è già apparso nel numero 10 Anno III – ottobre 2011 del periodico “Paese Mio” dell’associazione “La Selva” come cappello dell’articolo “Torna in primo piano il recupero di Rocca Sorella”, resoconto del convegno promosso dal PSI di Sora.

Eugenio Maria Beranger, storico dell’Alta Terra di Lavoro come ama definirsi, nonché Archeologo, per chi non lo conoscesse è stato insieme al Prof. Preside Luigi Gulia il fautore dell’istituzione del Museo Civico di Sora. Inoltre ha all’attivo quattrocento pubblicazioni scientifiche relative la storia del territorio.

“Mi dispiace di non essere potuto intervenire , per motivi professionali, al Convegno su Rocca Sorella indetto dal PSI. Personalmente ritengo che, dal punto di vista metodologico, sia indispensabile prima di tutto individuare la destinazione d’uso da assegnare al Castello di Sora una volta restaurato e poi lavorare per garantire una accesso allo stesso non invasivo dello splendido paesaggio ambientale costituito dalle tre alture del Monte San Casto dal quale, assolutamente, vanno espunti gli alberi di cipressi e di conifere del tutto estranei alla cultura del territorio.
Il recupero della strada, in parte aperta in virtù dei cantieri scuola voluti dal Ministero dei Lavori Pubblici negli anni ’50 del cessato secolo, mi sembra una soluzione perseguibile purché sottoposta ad una vigilanza ferrea sia durante i lavori di apertura sia dopo la loro effettuazione. I visitatori, a orari prestabiliti, potrebbero , cosi, essere trasportati da un pulmino a visitare il Castello, la cui destinazione non può che essere culturale e collegata ad una foresteria da destinare agli studenti universitari e post che intendono studiare e o perfezionarsi sull’Alta e Media Valle del Liri.
Naturalmente, accanto a 10–12 posti letto, vi dovrebbe essere una piccola, ma ben fornita, biblioteca, una sala conferenze ed un’intelligente esposizione museale attraverso la quale sia illustrato l’intero comprensorio del Monte San Casto dal punto di vista geologico, naturalistico, delle fortificazioni preromane, para-romane, medievali e rinascimentali e delle testimonianze di culto pagane e cristiane.
Ma, alla base di tale lungo e difficoltoso percorso, necessariamente ci deve essere il recupero della posizione storico-topografica di Sora strategicamente posta al centro delle comunicazioni e dei commerci con la Valle Roveto, i Monti Ernici, la Valle di Comino e la Valle Latina. I nostri politici dovrebbero riflettere su questi concetti e programmare una riqualificazione turistica rivolta verso i cultori e gli appassionati del patrimonio storico-artistico e della buona cucina, in una parola incentrato sui saperi e sui sapori”.

Eugenio Maria Beranger

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