mercoledì 19 aprile 2017 redazione@sora24.it

Riqualificazione via Napoli: Pintori critico, Ivano Di Vito gli scrive pubblicamente

Negli ultimi due comunicati stampa a firma del portavoce e consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Sora, Fabrizio Pintori, è stato menzionato con toni critici l’intervento di riqualificazione del Rione Napoli programmato dall’amministrazione De Donatis. Particolare attenzione, tuttavia, ha destato l’intenzione da parte del governo municipale di realizzare nell’area di Piazza XIII Gennaio un campo da minigolf.

«Con tante buche nelle strade l’Amministrazione De Donatis ne vuole aggiungere altre per giocare a golf, forse vuole essere ricordata per questa idea?» – ha domandato ironicamente Pintori, secondo il quale il progetto non va bene «sia per la sua localizzazione che per i suoi contenuti che non rivestono alcun carattere di particolare necessità nel contesto in cui si intende collocarli».

A seguire, una proposta alternativa: «Se l’Amministrazione intendesse proseguire con tale progetto, si fa presente che forse sarebbe più opportuno realizzare tale intervento nel Parco San Domenico insieme ad un progetto di riqualificazione complessiva del parco. Al riguardo, il M5S Sora propose di recuperare il Parco di S. Domenico trasformandolo in un parco delle tecnologie eco-sostenibili».

Nel dibattito si è inserito anche un cittadino di via Napoli, Ivano Di Vito, che ha voluto esternare pubblicamente alcune considerazioni rivolte al consigliere dei 5 Stelle. Di seguito il testo della sua lettera.

«Carissimo Pintori, sono Ivano, rappresento un gruppo di cittadini di via Napoli, che in questi mesi si sono confrontati periodicamente con l’amministrazione comunale, per risolvere problematiche inerenti il quartiere e la rivalutazione e riqualificazione dello stesso.

Dopo aver letto le sue perplessità, forse anche giuste, dal suo punto di vista, riguardo l’intervento di riqualificazione dell’area verde del Rione Napoli, mi è venuta la voglia di scrivere le mie di perplessità. Io sono nato e cresciuto in questo quartiere, ho visto nascere la piazza XIII Gennaio, l’ho vissuta pienamente, quando ancora gli alberi non erano un problema, forse solo di legna per qualcuno, e ora da molto tempo la vedo morire, senza che nessun politico si sia preso carico di questa vergogna.

Preciso che il rione Napoli è l’ingresso della città e la piazza ne è il biglietto da visita, metaforicamente parlando. Da troppo e troppo tempo, questo quartiere è stato abbandonato a se stesso, nessuna amministrazione ha mai rivolto lo sguardo verso le problematiche di degrado in cui versa il quartiere, ora che qualcuno si è ricordato che anche questo quartiere fa parte della nostra amata Sora, e che il degrado in cui versa non è più accettabile, qualcuno presenta delle perplessità.

La riqualificazione dell’intera area (la vecchia area Tomassi – piazza XIII Gennaio – parco giochi – mattatoio), come lei afferma, è possibile con un intervento economico del comune minimo, visto la partecipazione al progetto di soggetti privati. Lei afferma che tutto questo sia sbagliato, che esistono altre priorità: le strade rotte ed i marciapiedi. Allora io le dico che forse in politica per avere consenso, molte volte, come nella vita, si dovrebbe tacere e pensare, prima di attaccare un’amministrazione e di conseguenza un quartiere, che è stufo di aspettare e vedere che esistono sempre altre priorità.

Questa mancanza di considerazione ci rende un quartiere marginale, privato della propria identità, della propria cultura, dei luoghi – ormai non luoghi – di incontro e di socializzazione. Provo dolore nel sentire un politico dire che esistono altre priorità a prescindere, solo per il gusto di essere sempre in una posizione di contestazione, perché oggi la contestazione e non la costruzione, progettazione, programmazione, è l’energia vitale di un politico, la strada maestra che conduce al successo e alla carriera “politica”.

Questa lettera non costituisce un risentimento personale, bensì un malumore di tutto il quartiere, che in questi mesi ha cercato e finalmente trovato un dialogo costruttivo con l’amministrazione, incontrandosi e riflettendo sulle fattive possibilità di rivalutazione, di miglioramento della qualità della vita, attraverso lo sport e il bello che è sempre indice di civiltà e cultura. Grazie per il tempo che ci ha dedicato, spero vivamente che lei possa un giorno essere presente alle riunioni che da tempo si tengono nel nostro quartiere».

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