30 maggio 2014 redazione@sora24.it
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Ritrovamento della cucciola di capriolo a Pescosolido, ci scrive Unifauna: «Non bisognava toccarla»

Ai lettori di Sora24, “Il Giornale di Sora”, e a tutti gli amanti degli animali, scrivo a nome dell’Associazione UNIFAUNA, un’associazione senza scopo di lucro che nasce dalla volontà di alcuni laureati e laureandi della Facoltà di Agraria di Firenze di porsi come “anello mancante” tra le associazioni ambientaliste, venatorie e agricole, curando sia gli interessi inerenti la gestione faunistico-venatoria che la conservazione ambientale. Uno degli scopi della nostra associazione è quello di sensibilizzare e informare in ambito faunistico e conservazionistico, per questo motivo ci teniamo a divulgare per mezzo di un organo di informazione fatti che spesso vengono omessi.

Scrivo in merito all’articolo “Capriolo trovato da escursionisti” a Pescosolido (FR), nel quale viene riportata la storia di Vittoria, un piccolo di capriolo che è stato trovato in località Il Fossato, preso e accudito da escursionisti. Ci tengo a informare tutti i lettori che prendere un piccolo di capriolo, anche se può sembrare abbandonato e indifeso, è la cosa peggiore che si possa fare perché la madre non abbandona il cucciolo ma si allontana soltanto per alimentarsi, e resta sicuramente nei paraggi. Portare via il cucciolo dal luogo dove viene trovato quindi non significa salvarlo, bensì sottrarlo alla madre.

La Legge Nazionale 157/92 (art. 21 comma o) vieta di prendere i cuccioli trovati proprio per tale motivazione. Inoltre è importante sapere che quando si ritrova un cucciolo di capriolo non deve essere neanche toccato, perché toccandolo gli lasciamo addosso il nostro odore, e questo fa sì che la madre non lo riconosca più come suo e lo abbandoni. In conclusione chiunque trovi un cucciolo di capriolo, se ha a cuore la sua sopravvivenza, deve lasciarlo dove lo ha trovato, senza neanche toccarlo.

Per Associazione UNIFAUNA
Dott.ssa Noemi Giannini

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