6 novembre 2011 redazione@sora24.it
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Roberto De Donatis chiede chiarezza e trasparenza sulle esternazioni del Sindaco

La revoca di un assessore è un fatto che in sé non stupisce e fa parte di una prerogativa sindacale che mai deve essere messa di per sé in discussione. Quello che in realtà lascia a dir poco perplessi è il modo e la mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini sorani (a prescindere dal voto che hanno espresso nelle urne), i quali hanno diritto di essere informati del perché avvengano fatti così rilevanti all’interno della compagine che amministra l’interesse comune. Su questo punto la mia critica è inflessibile: gli addetti ai lavori sapevano che si sarebbero recati all’ultimo Consiglio con la notizia ufficiale della revoca. E proprio nella sede più alta della vita pubblica cittadina era un dovere per il primo cittadino prendere la parola e spiegare che non era la candidatura alla Conca di Sora il vero motivo della defenestrazione dell’Assessore ai Lavori Pubblici, ma che erano venute meno le condizioni di reciproca fiducia e pertanto bisognava voltare pagina. Già proprio quel Consiglio Comunale che dovrebbe essere una finestra aperta verso la città e che invece è diventato un luogo da cui fuggire dalle proprie responsabilità e rifugiarsi nella formalità burocratica delle delibere da votare senza recepire alcuna indicazione da parte di chi si oppone e a ragione.

Dunque niente Comunicazioni al primo punto dell’Ordine del Giorno e via con le delibere, che hanno visto il punto riguardante la rimodulazione del PRU S. Giuliano approvare l’eliminazione di spazi pubblici importanti quali la scuola con un parcheggio multipiano che si troverebbe a fianco del centro commerciale Serapide e destinato pertanto ad essere parcheggio privato travestito da pubblico. Scempio urbanistico perpetrato con i soli voti della maggioranza e credo con l’intera città di Sora contro, come dimostra l‘indignazione di molti cittadini sorani.

Ma torniamo alla cronaca: il giorno dopo il Consiglio si formalizza la revoca del’Assessore e si cerca anche di usare parole al miele dicendo che nonostante siano stati esperiti diversi tentativi di conciliazione non è stato possibile continuare. Ma l’Assessore accusa di essere stato fatto fuori “Perché ha vinto la politica sporca” e che la conca sarebbe stato solo un pretesto. E allora il nostro Primo Cittadino getta la maschera e intima il silenzio all’ormai ex assessore minacciandolo che se non accetta silente la defenestrazione sarà costretto ad esternare le vere motivazioni che hanno indotto lui e  tutta la maggioranza a cacciarlo. Poi utilizzando un linguaggio nemmeno troppo figurato si parla di averlo colto con le mani nel vasetto della marmellata. A questo punto bisogna dare sfogo alla generale indignazione: ma la marmellata a cui si riferisce il Sindaco cosa altro rappresenta se non la cosa pubblica? E qualora come ci sembra così fosse perché questa maggioranza che ne è interamente consapevole (ipse dixit) non ci spiega di cosa si tratta? A noi non interessano le sollecitazioni al silenzio ma conoscere la verità e capire se invece sono solo minacce strumentali a tacitare chi invece ben conosce la storia di questi primi mesi di amministrazione che, caro Sindaco, ci pare di capire ha ben poco di trasparente.

Roberto De Donatis (Consigliere di Opposizione)

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