25 febbraio 2015 redazione@sora24.it
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Salvataggio nel Liri a Sora: in acqua Cristiano “Porkband” ed un altro eroe “dimenticato”

«Per la cronaca, a tirar fuori dall’acqua il povero anziano c’era anche un certo Romeo Alviani. Non diamo onori solo ad una persona, grazie. E fatelo sapere in giro». Detto e fatto! Su alcuni profili Facebook, nella giornata di ieri, sono comparsi dei post di protesta nei quali si faceva notare la presenza di un secondo uomo in occasione del salvataggio nel Liri del 70enne delle Trecce, avvenuto lunedì mattina a Sora in zona S. Lorenzo. Si trattava, per l’appunto, del 40enne sorano Romeo Alviani (nella foto in basso), conosciuto dai più per la sua incrollabile fede bianconera sorana.

eroe

Su tutti i giornali, difatti, si è parlato soltanto di Cristiano Gabriele, eroico poliziotto che si è tuffato nel fiume per riportare a riva lo sventurato anziano, il quale, dopo esser sceso dalle scalette di Lungoliri Matteucci per recuperare il suo orologio caduto accidentalmente nel fiume, si era sporto perdendo l’equilibrio e cadendo con la faccia in avanti nel gelido Liri, rischiando così seriamente di perdere i sensi e probabilmente anche la vita.

Naturalmente la precisazione è stata fatta solo per la cronaca e per ringraziare pubblicamente anche un comune cittadino, che non ha esitato a rendersi utile in una situazione di emergenza. Tra l’altro, è stato proprio l’agente a rendere nota la presenza di Romeo, nell’intervista rilasciata a Caterina Paglia e pubblicata ieri sull’ultimo numero de Il Nuovogiorno, da oggi in edicola con la storica testata “Ciociaria Oggi”.

Queste le parole di Cristiano, conosciuto in ogni angolo della provincia per le sue performance musicali con la “Porkband”: «Vivo a Sora da circa un anno e come al solito stavo facendo ritorno a casa, quando una signora mi ha riconosciuto e mi ha fermato urlando a squarcia gola: c’è un morto che galleggia in acqua! Ovviamente, senza pensarci due volte, ho capito che se non fossi intervenuto immediatamente, l’uomo sarebbe stato trascinato via dalle forti correnti del fiume. Mi sono tuffato e, grazie anche all’aiuto di un ragazzo, sono riuscito a tirarlo fuori dalle acque gelide del Liri. Conosco bene questo bacino, caratterizzato appunto da acque fredde, veloci e profonde e se mi fossi fermato a pensare anche solo per un secondo, il signore sarebbe morto. Quando l’ho riportato sulle sponde era incosciente e sono riuscito a farlo rinvenire dandogli degli scossoni. Così mi ha detto il suo nome. Subito dopo, arrivati i soccorsi, sono stato fermato dalla badante dell’uomo che per coincidenza conosco da qualche anno. Mi ha ringraziato, spiegandomi che il 70enne, molto conosciuto a Sora, non usciva di casa da molto tempo, ma ieri aveva espresso il desiderio di fare una passeggiata alla villa comunale. Mi ha confidato di averlo lasciato per qualche minuto sulla panchina, giusto il tempo di fare delle spese. Al suo ritorno l’uomo era scomparso, nonostante possa camminare solo grazie ad un bastone. Sono andato a trovarlo in ospedale: è ancora sotto shock ipotermico e rischia di perdere l’uso degli arti inferiori. Non sono un eroe, ma semplicemente una persona coscienziosa che di salvataggi ne ha visti e vissuti tanti! Sono certo che chiunque altro al mio posto si sarebbe fermato».

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